Rising Phoenix recensione: L’emozionante racconto delle Paralimpiadi

di Elisa Baroni
rising phoenix

Da ieri è disponibile su Netflix il documentario Rising Phoenix che racconta la storia delle Paralimpiadi e di alcuni atleti come Bebe Vio. Un racconto emozionante, a tratti toccanti che offre molte spunti di riflessioni. Ecco una breve recensione

Nei primi minuti di Rising Phoenix troviamo un paragone interessante e azzeccato: gli atleti paralimpici vanno pensati come gli Avengers. Del resto, chi deve convivere con una disabilità impara a lottare ogni giorno per qualsiasi attività. Nel documentario si afferma che “se le Olimpiadi fanno gli eroi, alle Paralimpiadi arrivano gli eroi”. Il doculfilm racconta la nascita e gli sviluppi di questi giochi che hanno lo scopo di cambiare la percezione che le persone hanno di vedere i disabili. 

L’ideatore di questi giochi, il dottor Ludwig Guttman, vedeva nello sport una possibilità di riabilitazione e sognava un’epoca in cui anche le persone con disabilità potessero gareggiare alle Olimpiadi. Rising Phoenix racconta storie diverse, tra cui quella di Bebe Vio e di Jean Baptiste Alaize, accomunate dall’idea che nella vita capita di cadere ma l’importante è sapersi rialzare. La disabilità è ancora oggi incompresa, derisa ma il documentario racconta come proprio le Paralimpiadi abbiano aiutato a combattere l’odio.

In Cina per esempio dopo i giochi del 2008 molti disabili hanno visto la loro vita cambiare in positivo come  Cui Zhe. Ecco perchè, quando le Paralimpiadi di Rio del 2016 hanno rischiato di saltare in molti hanno gridato allo scandalo. Il budget era stato utilizzato per le Olimpiadi come se gli atleti paralimpici fossero di serie b. Per fortuna, fu trovata una soluzione che ha permesso a tutti di gareggiare. Rising Phoenix porta a riflettere su quanto la passione, il sacrificio, la voglia di non arrendersi siano la chiave del successo, nello sport come nella vita. 

E voi, guarderete o avete già visto Rising Phoenix?

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