Primo giorno di scuola 2020: com’è andata? Ecco i commenti degli studenti

di Alberto Muraro

Il 4 marzo 2020 il Governo italiano prendeva una decisione storica. In questa data tutte le scuole di ordine e grado, università compresa, avrebbero chiuso i battenti a tempo indeterminato. La decisione Giuseppe Conte l’aveva presa per arginare l’emergenza Coronavirus, che in poco meno di una settimana avrebbe sconvolto il nostro paese e il mondo intero. Ma oggi, 14 settembre, con il primo giorno di scuola, si apre un nuovo capitolo.

primo giorno di scuola

Già, perché il 14 settembre 2020 rappresenta per oltre 5 milioni di studenti un primo giorno di scuola speciale più che mai. Si tratta infatti di un back to school che alle spalle ha mesi di sofferenza, di isolamento, di didattica a distanza e di lavoro da parte delle istituzioni.

Il Ministro Lucia Azzolina ce l’ha messa davvero tutta insieme al comitato tecnico scientifico per far ripartire la scuola nel migliore dei modi. E, ovviamente, per assicurare che il primo giorno di scuole fosse un’occasione importante di rilancio del nostro paese. Ma sarà veramente così?

Com’è andato il primo giorno di scuola 2020?

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Su Ginger Generation ve l’avevamo spiegato qui, ma d’altra parte già lo sapevate di sicuro. ll ritorno in classe ha coinciso per milioni di studenti con la necessità di adattamento a tante nuove regole. Il distanziamento in classe, l’obbligo di mascherina e il rispetto di tutte le norme che abbiamo imparato a consocere in questi mesi.

Ma come l’avranno prese gli studenti? Qui sotto trovate alcuni dei commenti che i ragazzi e genitori hanno voluto lasciare su Twitter, raccontando la loro esperienza in prima persona.

Come saprete, il Comitato Tecnico Scientifico è perfettamente consapevole del rischio (calcolato) che la riapertura delle scuole comporta. Ogni istituto, in ogni caso, ha in mano un preciso protocollo per la gestione di eventuali casi di positività all’interno delle classi. Fino all’arrivo del vaccino sarà questa una nuova realtà con la quale, purtroppo, dovremo imparare a convivere.

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