Non ho mai – recensione: La serie Netflix diverte e commuove

di Elisa Baroni
Non ho mai

Da qualche giorno è disponibile su Netflix un nuovo teen comedy: Non ho mai. L’abbiamo iniziato e divorato in poche ore grazie anche alla breve durata dei dieci episodi 25 minuti circa. I riferimenti all’attualità (scoprili qui), i dialoghi e la trama hanno creato una serie molto interessante. Ecco una breve recensione

Devi, la protagonista di Non ho mai, è una ragazza di origini indiana che vive nell’assolata California. Scopriamo quasi subito che ha subito un grande trauma l’anno precedente. Infatti, in seguito alla morte improvvisa del padre, ha avuto una paralisi alla gambe dalla quale però è miracolosamente guarita. Quest’anno Devi vuole diventare popolare a scuola e nel processo coinvolgerà le sue due amiche, poco popolari anche loro. 

Non ho mai ha dei dialoghi ironici, divertenti ma non banali. La serie affronta molti temi importanti come l’integrazione, l’omosessualità ma centrale per lo sviluppo della trama è il processo di elaborazione del lutto. In tutti gli episodi e fino all’ultimo (il più commovente) capiamo che Devi non ha superato la morte del padre. Da questo nascono le sue bugie, la sua rabbia, le sue stranezze che la porteranno a deludere quasi amici e parenti in modi diversi. 

Devi rimane comunque una liceale decisa a trovarsi un ragazzo e le vicende amorose sono un altro aspetto interessante e più leggero della trama. Da sfortunata in amore la giovane indiana si troverà addirittura con due corteggiatori.  Ogni personaggio racconta una storia particolare e nel complesso il ritmo e la sceneggiatura catturano l’attenzione e sanno emozionare divertendo. Una serie che vi consigliamo se non l’avete ancora iniziata!

E voi, avete iniziato Non ho mai su Netflix?

Articoli Correlati