L’amica geniale: intervista a Gaia Girace, Bisogna credere nei propri sogni

di Federica Marcucci
l'amica geniale

Dopo aver debuttato la scorsa settimana con i primi due episodi, L’amica geniale. Storia del nuovo cognome torna stasera in prima serata su Rai 1 con un altro appuntamento. Per l’occasione abbiamo intervistato Gaia Girace, che nella serie interpreta Lila.

Lila, a differenza di Elena, non andrà via dal rione in questa stagione. Forte e determinata come sempre, dovrà fare i conti con sorprese amare che la costringeranno a crescere troppo presto.

Gli episodi 3 e 4 de L’amica geniale. Storia del nuovo cognome, ScancellareIl bacio, sono stati diretti da Alice Rohrwacher su espressa richiesta di Saverio Costanzo.

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Leggi l’intervista esclusiva di GingerGeneration.it a Gaia Girace:

In questa nuova stagione de L’amica geniale Lila è costretta a crescere molto più in fretta rispetto alle sue coetanee, conosce il matrimonio, la violenza e per la prima volta anche l’amore. Secondo te cosa può dire Lila alle ragazze di oggi?

Io credo che Lila somigli a una lunga trafila di ragazze che nella loro vita hanno sofferto e che con tanta determinazione cercano di andare avanti, ma che purtroppo conservano una tristezza a livello interiore perché sono state ferite nel profondo. 

Per il resto Lila è molto distante dalle ragazze sue coetanee di oggi. Rispetto a 50 anni fa c’è molta superficialità e le persone non credono, non hanno speranza in niente rispetto ad allora. Credo che al giorno d’oggi le persone si abbattano troppo presto, anche prima di intraprendere un percorso. Tutti dicono: “Non ci riesco”, “Non si può fare”, “Impossibile”.

L’amica geniale è ambientata in un’epoca storica molto lontana da noi, ma che – come hai scritto tu stessa su Instagram qualche giorno fa, ha ancora molti punti in comune con l’Italia di oggi. Perciò ti chiedo, per dare vita a Lila sei partita dal personaggio creato da Elena Ferrante oppure hai aggiunto anche qualcosa di Gaia?

Sì, ci ho messo dentro tutta l’energia che ho. Ovviamente io sapevo che cosa dovevo fare per dare vita a una buona Lila, la Lila che volevo io. È stato un percorso in cui piano piano ho cercato di capire il personaggio; dopodiché mi sono impegnata al massimo per darle tutta la mia mia grinta, l’energia, la forza e la determinazione. 

L'amica geniale

Come abbiamo detto dall’epoca in cui è ambientata L’amica geniale sono cambiate tante cose, in positivo e in negativo. Come vedresti una Lila e il suo modello di femminilità oggi?

Le ragazze avevano una cosa credo fondamentale, qualcosa che secondo me ogni persona dovrebbe avere: sognavano tanto. In quegli anni molte persone crescevano in condizioni molto umili, senza avere molte aspettative dalla vita… non potevano pensare di diventare chissà chi. Non avevano quello che ha un adolescente medio oggi.

Nonostante tutto sognavano e speravano. Ora no, non è così… io vedo anche molti miei amici che non sanno cosa desiderano dalla vita. Come ho detto prima, ci si abbatte subito e non si aspira a grandi cose prima invece si lottava duramente pur di raggiungere un risultato.

Se tu potessi descrivere Lila con una parola coraggio andrebbe bene?

Sì, anche se non è facile descrivere Lila con una parola!

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 Qual è la stata la scena di L’amica geniale più difficile da girare?

Le scene più difficili per me sono state quelle di Ischia, quando c’è stato il cambio di regista [gli episodi 3 e 4 sono stati diretti da Alice Rohrwacher n.d.r.]. Io ero abituata a lavorare in un altro modo e inizialmente ho perso il punto di riferimento.

Un’altra scena molto difficile è stata la consegna dei diari, ci sono arrivata dopo diverse ore perché avevo tanti dubbi e non riuscivo a capire come dovessi farla. Mi ha davvero messo in crisi, però alla fine ce l’ho fatta… meno male!  

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E quella in cui ti sei divertita di più?

Dopo il primo periodo più difficile per via del cambio di regista mi sono divertita moltissimo a Ischia. Il momento in cui giocavamo sulla spiaggia è stato bello. Ci sono delle scene in cui Elena, Lila, Pinuccia, Nino e Bruno si divertono insieme… mi hanno fatto ripensare a quando ero bambina.

Pensa che Margherita ci ha detto la stessa cosa!

Davvero? [ride n.d.r.] Non ci siamo messe d’accordo!

Beh è una cosa molto bella, anche perché so che siete diventate amiche vero?

Sì, siamo amiche!

Visto che prima parlavamo di sogni, cosa ti piacerebbe fare dopo L’amica geniale e nel prossimo futuro?

Vorrei viaggiare tanto, andare davvero ovunque. Adesso sto studiando le lingue perché già prima di iniziare il liceo sapevo che avrei voluto fare l’attrice. Mi piacerebbe fare più esperienze possibili. 

State seguendo L’amica geniale. Storia di un nuovo cognome su Rai1?

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