Coronavirus e scuola: lezioni sospese fino al 15 marzo, ma come funzionerà con l’e-learning?

di Claudia Lisa Moeller
sergio mattarella

Ieri il Ministro dell’Istruzione Azozlina ha confermato il rumor che girava da qualche ora. Lezioni sospese fino al 15 marzo, in tutta Italia, per ogni tipo di scuola di ordine e grado. Con queste parole ieri il Ministro ha comunicato la decisione:

Per il governo non è stata una decisione semplice. Abbiamo aspettato anche il parere del comitato tecnico scientifico e abbiamo deciso, prudenzialmente, visto che la situazione epidemiologica cambia velocemente, di sospendere le attività didattiche, al di fuori della zona rossa, fino al 15 marzo a partire da domani

Senza nemmeno dare il preavviso a mamme e papà le scuole sono state chiuse nel giro di poche ore. Dopo un primo tamtam partito online e confermato dall’agenzia ANSA nel primo pomeriggio abbiamo aspettato il pomeriggio inoltrato per avere una comunicazione ufficiale da Roma.

Ecco le dichiarazioni della Ministra Azzolina sul Coronavirus e le scuole:

Quindi studenti di tutta Italia restate a casa fin tanto che il Coronavirus serpeggia e si spande in Italia.

Ma come funzionerà con l’ e-learning?

In questi giorni di Coronavirus molte aziende hanno iniziato a proporre ai propri dipendenti lo smart working. Lavorare da casa come se si fosse in ufficio. D’altronde da quando abbiamo una connessione a casa nostra possiamo essere tutti virtualmente collegati al nostro ufficio. E ormai chi non sa usare un PC? Tanto più le nuovissime generazioni sono nate a momenti con il telefonino in mano.

Ma esiste lo smart teaching o learning? La paura per il Coronavirus ha fatto chiudere i battenti delle scuole di molte regioni al Nord. La paura di un contagio di massa ha fatto cancellare le lezioni in Italia fino al 15 marzo. Ma come funziona lo smart learning o e-learning? È realtà in Italia?

Alcune scuole offrono già questo tipo di lezioni. In casi come questo causato dal Coronavirus gli insegnanti tengono nel loro normale orario la lezione del giorno. Gli studenti si presentano a lezione come se nulla fosse. Solo che non si sono recati a scuola, ma nella loro cameretta si sono connessi con il docente. Alcuni istituti privati spiegano sulle proprie pagine web cosa e come gli studenti devono seguire le lezioni da remoto.

Alcuni istituti pubblici si sono ingegnati e stanno tenendo lezione. Con vere e proprie lezioni, altri mandando via mail le istruzioni su cosa fare e come procedere.

Però, va detto un però, non tutte le scuole offrono questa possibilità ai propri alunni. Secondo uno studio europeo del 2012 l’Italia uno dei paesi più indietro per quanto riguarda la didattica e la tecnologia. Unica eccezione è la diffusione della LIM, la lavagna Interattiva Multimediale, che dal Se da un lato gli insegnati usano materiali didattici online, dall’altro lato gli studenti a scuola usano molto meno dei loro colleghi europei i pc o i nuovi strumenti informatici. Un po’ basta pensare alle aule museo computer, dove pochi PC voluminosi e spesso non proprio di ultima generazione sono a disposizione della classe. Possibilmente da usare in gruppo o in coppia e la connessione Internet non è delle migliori.

Allo stesso modo gli studenti usano molto meno i tablet, pc o smartphone dei loro colleghi europei in classe. I motivi sono tanti perché gli studenti italiani usano meno queste risorse tecnologiche in classe. Da una questione di educazione fino alla motivazione economica. Infatti ci sono scuole che hanno chiesto di spostare l’attenzione dai libri ai tablet, ma non è sempre automatico che tutte le famiglie vogliano e possano acquistare un tablet ad adibire al solo uso scolastico.

Internet sarà anche arrivato nelle case degli italiani. Oltre il 97% degli italiani ha la banda larga (2 MB) a casa propria, ma ciò garantisce il fatto che ogni studente abbia una connessione ottimale per seguire le lezioni da remoto? Nell’epoca in cui diminuiscono i pc (desktop e laptop) ci chiediamo solo come gli studenti dovrebbero studiare a casa sui propri smartphone o tablet.

Per il momento le scuole confidano nella collaborazione dei docenti, alunni e genitori affinché il piano di studio venga rispettato.

Gli istituti si stanno muovendo in autonomia senza un piano nazionale. Presidi e insegnanti hanno organizzato mail e lezioni tramite app apposite per tenere lezioni. Questa potrebbe essere un’occasione per il Ministero per studiare nuove soluzioni di apprendimento telematico.

E la tua scuola quale piano di e-learning sta adottando in questi giorni di Coronavirus?

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