Coronavirus: è davvero colpa dei giovani se sono aumentati i contagi?

di Alberto Muraro

Ogni fase di questa terribile pandemia di Coronavirus ha avuto i suoi capri espiatori. All’inizio erano i cinesi. Iniziato il lockdown sono stati i runner, poi sono arrivati i giovani. Corsi e ricorsi storici verrebbe da dire: ogni epidemia ad un certo punto ha i suoi untori. Alessandro Manzoni ne aveva parlato nei Promessi Sposi, d’altra parte, le persone hanno sempre bisogno di trovare dei colpevoli.

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Terminata la prima grande ondata di Coronavirus, e in attesa di scoprire cosa ne sarà dei mesi avvenire, sono proprio le giovani generazioni al centro del dibattito. Si è fatto un gran parlare in questi ultimi giorni dell’apertura e successiva chiusura delle discoteche, per esempio. Luoghi che forse non avrebbero mai dovuto aprire e che hanno visto migliaia di ragazzi e ragazze sfogare la frustazione montata per mesi.

Era naturale che dopo tanto tempo chiusi in casa i giovani avrebbero avuto voglia di svagarsi, di rivedere gli amici, di ripartire in vacanza. Ma se pensiamo che questo principio valga soltanto per loro, beh, ci sbagliamo di grosso.

La movida, infatti, non riguarda di certo soltanto i ragazzi e le ragazze. E questo maledetto Coronavirus colpisce tutti, indiscriminatamente. Senza contare che basta che ci facciamo un giro per piazze, treni ed aerei per renderci conto che il mancato rispetto delle regole è un’abitudine condivisa anche da molti adulti.

Sono dunque davvero i giovani la causa di questa nuova ondata di contagi da Coronavirus?

I numeri parlano chiaro: nelle ultime settimane il numero di positivi è tornato ad aumentare. Il mese di agosto in Italia ha registrato numeri preoccupanti che non si vedevano da maggio. Eppure, tranne qualche caso isolato (il racconto di feste, festini e di gruppi tornati dall’estero) le autorità non ci hanno informato dell’età dei nuovi contagiati. L’unica cosa che sappiamo è che l’età media si è abbassata, il che non significa ovviamente che i nuovi positivi siano tutti adolescenti.

Gli esperti e i commentatori più autorevoli hanno deciso dunque di prendere posizione contro un certo tipo di comunicazione e di informazione. Enrico Mentana, per esempio, ha dedicato ai giovani questo post social.

Il dottor Matteo Bassetti, primario di Malattie infettive alll’Ospedale di Genova, si è sentito a sua volta in dovere di difendere i giovani. Pensare di addossare loro tutte le colpe di questo difficile momento, dopo il rispetto che loro stessi hanno dimostrato durante il lockdown, sarebbe davvero ingiusto.

Coronavirus, Matteo Bassetti: "Sbagliato dare tutta la colpa ai giovani"

Il punto è un altro. Il tema è che questo Coronavirus colpisce tutti noi, indistintamente. Poco importa se siamo giovani o vecchi. Quello che forse sarebbe più importante fare e capire oggi è come si possono impedire certi comportamenti scorretti, da parte di tutti. E in questo le istituzioni ci devono venire incontro.

Se è vero che i giovani possono essere facilmente portatori sani di questo maledetto Coronavirus, è pur importante ricordare che non è certo una loro colpa il potersi infettare in forma asintomatica. E questo è un tipo di narrazione che viene fatta purtroppo fin troppo raramente.

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