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Will Smith: 10 anni senza Oscar, ma nessuna scusa a Jada Pinkett Smith

scritto da Federica Marcucci
will smith

Ormai è chiaro che Oscar 2022 passeranno alla storia più per l’infelice comportamento di Will Smith, piuttosto che per i film. A seguito dello schiaffo in mondovisione, come è ormai noto, l’attore ha fatto un passo indietro: scusandosi con i presenti, il pubblico a casa, con l’Academy e pure con Chris Rock. Ma non solo.

Forse prevedendo misure severe Will Smith ha scelto di fare un passo indietro e di dimettersi dall’Academy. Un gesto quasi tattico, che poteva essere l’ultimo maldestro tentativo di riabilitare un’immagine che nel prossimo futuro faticherà per tornare a brillare, sopratutto perché celava la consapevolezza che la vicenda non si sarebbe conclusa in quel modo.

Sin da subito l’Academy aveva fatto sapere che ci sarebbero stati dei provvedimenti disciplinari e, proprio due giorni fa, è arrivata la notizia che Will Smith è stato ufficialmente estromesso dalle prossime cerimonie degli Oscar, ma anche dagli altri eventi organizzati dell’istituzione, per i prossimi dieci anni.

Questa la lettera dell’Academy:

La 94esima edizione degli Oscar doveva essere una celebrazione dei tanti individui nella nostra comunità che hanno svolto un lavoro incredibile lo scorso anno; tuttavia, quei momenti sono stati oscurati dal comportamento inaccettabile e dannoso che è stato mostrato sul palco dal signor Smith.

Durante la nostra trasmissione televisiva, non abbiamo affrontato adeguatamente la situazione in sala. Per questo, ci dispiace. Questa è stata un’opportunità per dire ai nostri ospiti, spettatori e alla nostra famiglia dell’Academy in tutto il mondo che ci siamo trovati impreparati di fronte a un evento senza precedenti.

Oggi, il Consiglio dei governatori ha convocato una riunione per discutere il modo migliore per rispondere alle azioni di Will Smith agli Oscar, oltre ad accettare le sue dimissioni. Il Consiglio ha deciso che, per un periodo di 10 anni dall’8 aprile 2022, al Sig. Smith non sarà consentito partecipare ad alcun evento o programma dell’Academy, di persona o virtualmente, inclusi, a titolo esemplificativo, gli Academy Awards.

Vogliamo esprimere la nostra profonda gratitudine al signor Rock per aver mantenuto la calma in circostanze straordinarie. Vogliamo anche ringraziare i nostri ospiti, candidati, presentatori e vincitori per il loro equilibrio e grazia durante la nostra trasmissione televisiva.

Questa azione che stiamo intraprendendo oggi in risposta al comportamento di Will Smith è un passo verso un obiettivo più ampio di proteggere la sicurezza dei nostri artisti e ospiti e ripristinare la fiducia nell’Accademia. Speriamo anche che questo possa iniziare un periodo di guarigione e ripristino per tutti i soggetti coinvolti e colpiti.

Una presa di posizione dura ma necessaria che, tuttavia, si sofferma soltanto su quanto avvenuto tra Chris Rock e Will Smith: lo schiaffo a seguito di una battuta mal gradita che tutti abbiamo visto. Questo è corretto nella misura in cui prendiamo in considerazione la dinamica tra i due. Will Smith ha aggredito a tutti gli effetti un’altra persona e doveva essere sanzionato.

Pare però che in tutto questo marasma i membri dell’Academy si siano dimenticati di scusarsi con Jada Pinkett Smith. Può sembrare banale eppure in questo caso, forse, era doveroso fare un passo indietro e ammettere che, nonostante la reazione più che scomposta di Smith, i sentimenti dell’attrice potevano essere stati urtati in quel momento.

Non si tratta di censura, qualcosa che non serve e mai servirà, ma di rispetto. Qualcosa su cui l’Academy stessa dovrebbe riflettere, magari rivedendo un certo tipo di comicità vecchio stampo che vuole a tutti i costi strappare risate, ma che appare forzata.

Molti hanno parlato di mascolinità tossica, ma non è questa la chiave per leggere a tutto tondo quanto accaduto. Lo schiaffo di Smith è una cosa (sbagliata), un’altra sono siparietti stantii messi in scena da un’istituzione che vorrebbe rinnovarsi ma non ce la fa. Chris Rock ha improvvisato, Amy Schumer si è lamentata per non aver potuto fare la sua battuta su Rust (ndr. il film sul cui set è avvenuto un incidente mortale con arma da fuoco a ottobre scorso); eppure il solo fatto che si pensi che si possa prendere in giro a propri sembra sintomo sinonimo di superficialità. La censura non c’entra assolutamente niente. Forse è proprio per questo che l’Academy non ha chiesto scusa a Jada Pinkett Smith.