Piccole Donne: la seconda grande sfida di Greta Gerwig

di Federica Marcucci

Guardando, o riguardando, Piccole Donne è impossibile non riflettere sull’immenso lavoro di riscrittura realizzato da Greta Gerwig. Come è ormai noto, la regista e sceneggiatrice ha infatti scelto di non narrare gli eventi del romanzo in senso cronologico ma costruendo un affresco che segue i sentimenti dei personaggi. Un’operazione difficile, se pensiamo che al materiale di partenza ha unito anche scritti personali di Louise May Alcott, l’autrice di Piccole Donne.

Ma non soltanto. Greta Gerwig ha dovuto fare i conti con un classico adattato ben 6 volte (senza contare le serie tv) e un romanzo dal grande potenziale ma fortemente legato al suo contesto storico.

Piccole Donne è stato pubblicato nel 1868 e, sebbene sia ancora uno dei classici per ragazzi più letti al mondo, oggi risente almeno un po’ del tempo trascorso. Un tempo in cui per le donne sono cambiate tante cose.

Il lavoro di Greta Gerwig riesce a rendere più vicine al pubblico di oggi le protagoniste. In questa nuova veste le sorelle March vengono illuminate di una nuova luce, diventando figure universali. Quattro donne diversissime, ma allo stesso tempo fiere, talentuose e imperfette nella loro unicità e umanità.

Questo emerge benissimo dalla scrittura di Greta Gerwig, capace di combinare sensibilità personale e rispetto del materiale originario. Anche se a tratti sembra che la regista sia un po’ troppo indulgente con le sue protagoniste… Però c’è il romanzo e non dimentichiamo che questo enorme lavoro è solo la seconda volta di Greta dietro alla macchina da presa dopo Ladybird.

Se la scelta del cast e la sceneggiatura splendida creano un lavoro impeccabile, il resto non possiamo dire dei tecnicismi di regia dove sicuramente Greta ha ancora molto da imparare per creare uno stile suo. La sua è una regia semplice, pulita ma ancora alla ricerca di una personalità forte. A differenza dello stile di scrittura, che appare invece diretto e dirompente.

Come tutti i mezzi anche il cinema necessita di essere padroneggiato, con la tecnica e con il cuore. E, come in tutti i settori, non si finisce mai di imparare. Questo Greta lo sta dimostrando: Piccole Donne è un lavoro molto più completo e strutturato del suo primo film. Non vediamo l’ora di vedere il suo terzo film da regista dove sicuramente vedremo il suo talento raffinarsi ancora di più.

La voce di Greta rappresenta una delle novità più interessanti nel cinema americano degli ultimi anni nonché fonte di ispirazioni per giovani creative desiderose di raccontare la propria storia.

Avete visto Piccole Donne, che cosa ne pensate?

Articoli Correlati