Percorsi creativi 11: coltivare la propria creatività

di admin

Ebbene sì, siamo arrivati all’ultima tappa dei Percorsi creativi! Per concludere il nostro itinerario, vogliamo trattare un argomento più "filosofico", ma di grande importanza per tutte le appassionate di hobby manuali: la creatività!
 
Ce la fa esplorare la creatrice del mondo Silvia’s think, in cui cerniere lampo danno vita a collane da regina, gomme riciclate formano originalissime borse anni ’60… Ma come nascono le sue particolari creazioni? E’ proprio lei a raccontarcelo, condividendo con noi preziose considerazioni.
 
La creatività… secondo Silvia

"Creatività è: unire elementi esistenti con connessioni nuove", così diceva il matematico Henri Poincarè. Per me la creatività non ha una definizione precisa, è tutto ciò che, reinterpretato da ognuno di noi, ci circonda e ci stimola, dandone una propria visione, senza seguire schemi già dettati da altri, perchè ognuno di noi è portatore di una propria visione.
 
 
La creatività è insita nel genere umano, tutti ne possediamo una minima percentuale, è quella parte di noi caratterizzata dalla curiosità, dall’interesse per ciò che ci attornia e dalla voglia di esprimere i propri pensieri, che poi possono tramutarsi in svariate forme come testi, musiche, disegni, oggetti e quant’altro. E’ quella forma di "apertura mentale" che attinge alle fonti più svariate, anche quelle che sembrano non c’entrare niente con il contesto di riferimento. Trovarla in noi richiede un allenamento mentale perchè anche ciò che sembra arrivare in maniera casuale nasce in realtà da ciò che noi abbiamo assimilato nel tempo, dunque va "coltivata".
 
Come avviene il processo creativo?
Il processo di elaborazione si impara man mano con l’esperienza, ed ognuno di noi ne crea uno personale, generalmente però il processo creativo si divide in due fasi: disordine ed ordine. Il "disordine" è quella prima fase di elaborazione del progetto, quando le idee sono ancora confuse, si abbozzano dei fantomatici disegni buttati di getto, appunti e schizzi a volte indecifrabili, perchè la frenesia di fermare quell’idea che corre nella mente è tanta. E’ in questa fase che spesso si è in cerca di ispirazione e questa deve essere cercata a mio parere non solo nell’ambito del proprio settore in cui si sta lavorando.
 
Il significato stesso della parola ispirare vuol dire "respirare su", respirare su qualcosa di cui qualcuno ha già dato la sua espressione, proponendone una propria idea e personalità. La differenza tra ispirazione e copiatura è la capacità di dare una propria identità al risultato ultimo, non limitarsi al simulare, ma avere lo stimolo di rielaborare.
E’ consigliabile prendere sempre appunti, segnare ciò che nel corso della giornata ci colpisce e affascina, non necessariamente dunque concentrarsi solo quando si è nella fase di progettazione, perchè le idee molte volte arrivano inaspettatamente.
 
Successivamente si giunge ad assemblare le nozioni accumulate e a renderle un’idea unica e ad ipotizzare abbinamenti, colori, ecc.
Quindi si arriva a concretizzare con "l’ordine". Quasi sempre il progetto iniziale si plasma e muta strada facendo: la ricerca dei materiali, dei colori reperibili e la concretezza nella realizzazione, la sua fattibilità e funzionalità, sono aspetti molto importanti.
 
Tuttavia queste non sono regole: ognuno di noi poi trova la propria forma. In alcuni casi, come molto spesso succede a me, è il materiale stesso a far da padrone. Lavorando frequentemente infatti con materiali di recupero o inusuali per il settore in cui lavoro, vado prima alla ricerca del prodotto. E’ il materiale che riesco a reperire a darmi la giusta ispirazione e con l’elaborazione del prototipo, lavorando direttamente la materia stessa, trovo lo sbocco finale e posso realmente capire i suoi limiti e le sue potenzialità. Molte volte invece può essere utile riguardare vecchi appunti e bozze accantonate nel tempo per rinnovarle con nuove idee e nozioni.
 
Molte ragazze che si avvicinano per la prima volta al mondo della creatività si sentono spaesate…
A chi si avvicina per la prima volta a questa esperienza mi sento di dire di non aver paura di osare o di sbagliare, cercare l’ispirazione dal proprio bagaglio culturale, non fermarsi al copiare o imitare, non concentrarsi solo su una cosa, rielaborare le idee guardandosi intorno il più possibile, non rifiutare mai nulla, valutare, apprendendere e assimilare tanti e più svariati contesti e da essi estrarre un’idea tale che essa acquisti una propria autonomia.
 
E’ importante insomma soprattutto non limitarsi a copiare, ma avere la forza di dare del proprio, di reinventare le cose: ci si migliora solo lavorando e poi come diceva il grande Bruno Munari "da cosa nasce cosa".
 
Grazie a tutte voi per averci seguito in queste undici tappe e arrivederci alle nostre prossime esplorazioni creative!
 
Per info:
 
Foto tratte dal blog di Silvia’s think
 
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