Nel Veneto la Lega sconsiglia i libri di Saviano

di admin

Cultura è: formarsi un’opinione leggendo libri, per esempio. Da sempre i giovani vengono invitati ad approfondire le tematiche dell’attualità che nelle news dei telegiornali vengono solo abbozzate. Ricercare informazioni da fonti non ufficiali, raccogliere testimonianze di persone presenti ai fatti o che a loro volta si sono a lungo documentate sugli accadimenti di un determinato periodo dovrebbe essere prova di un intelletto sveglio e curioso che non accetta passivamente quando gli viene propinato dall’informazione di massa. Non tutti però la pensano in questo modo e nelle scuole venete vanno sparendo testi di scrittori “scomodi”.

Al bando i libri degli autori che solidarizzano con Battisti

La Regione Veneto, di matrice leghista, sta disponendo che nelle scuole e nelle biblioteche comunali vengano sconsigliati i libri di quegli scrittori che in Italia e all’estero appoggiano Cesare Battisti dimostrando di credere alla tesi della sua presunta innocenza. Secondo gli assessori della cultura e dell’istruzione non si tratta di un Index librorum prohibitorum ma di dimostrare rispetto ai parenti delle vittime che da anni chiedono giustizia per i propri cari assassinati durante gli anni di piombo. Il principio è lodevole ma il rischio è quello di togliere la possibilità agli studenti di giudicare con la propria testa eventi gravi ma che fanno comunque parte della storia d’Italia. Infatti leggere un testo non significa sposarne le idee, approfondire la conoscenza di un autore non equivale a farne un guru. La scuola forma i ragazzi anche al pensiero critico-costruttivo e non dovrebbe quindi temere che le parole di un libro possano influire negativamente su una mente lucida e cosciente. Inoltre gli scrittori “proibiti”in questione non sono seguaci di Battisti ma intellettuali che vogliono vedere chiaro in una vicenda controversa ed anche questo è un principio legittimo e fa parte di quella che in Italia viene definita libertà di pensiero. Gli alunni, se seguiti in modo adeguato possono sicuramente capire la distinzione tra proselitismo e richiesta di maggiori informazioni.

Anche Roberto Saviano tra gli “scomodi”

Questa forma di disapprovazione non colpisce solo gli intellettuali pro-Battisti ma si estende anche a scrittori che in un modo o nell’altro diffondo un pensiero politicamente non corretto.

Durante la seconda puntata di “Vieni via con me” condotta dalla coppia Fazio-Saviano, vennero lanciate, dall’autore di Gomorra, precise accuse contro la Lega Nord in cui si spiegava in modo dettagliato la vicinanza del partito con alcune associazioni mafiose. Ora alcuni bibliotecari veneti fanno capire che i libri dello scrittore napoletano stanno sparendo dagli scaffali anche se figurano negli elenchi. Senza entrare nel merito della questione Saviano/Lega che non sta a noi giudicare ci preme però sottolineare che non si capisce come si potrà costruire una società formata da individui consapevoli se non verrà garantita la pluralità dell’informazione. Come faranno i ragazzi a capire da soli cosa è giusto e cosa non lo è avendo a disposizione una sola campana? Come potranno costruire una cultura personale se potranno contare solo su un’informazione filtrata e depurata? I film, le rappresentazioni teatrali, la musica, tutto ciò che è cultura e controcultura è destinato all’oblio?

Ci auguriamo che i nostri lettori vogliano inviare i loro commenti su questo delicato problema che li tocca da vicino.

Articoli Correlati