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Il Collegio 7: la recensione della prima e della seconda puntata

scritto da Giovanna Codella
il collegio 7

Come saprete, martedì 18 e mercoledì 19 ottobre ha avuto inizio su Rai 2 e su Rai Play Il Collegio 7.

Ecco che cosa ne pensiamo riguardo la prima e la seconda puntata di questa edizione.

La recensione delle prime due puntate del docu-reality

Non so perché ma questa è la prima stagione che mi ha davvero ricordato i tempi della scuola.

Uno dei meriti di questo programma dovrebbe essere, in effetti, quello di trasportare con l’immaginazione all’età dell’adolescenza e alla vita tra i banchi. E ci sta riuscendo in pieno.

Sarà per questo che, almeno in questa prima fase, ho provato più simpatia più verso i ragazzi (anche quando si sono ribellati) che verso le autorità del Convitto Margherita di Anagni.

Proprio a questo proposito, però, ho notato subito una piccola incongruenza tra adesione alla modernità e fedeltà all’epoca riprodotta.

Da una parte ci sono state grandi (e giuste) aperture verso i nuovi collegiali. Ad esempio la concessione a Marta di indossare i pantaloni e a Sofia di tenere l’anello regalatale da sua sorella.

Dall’altra, ci sono i professori che hanno inveito duramente contro gli alunni quando si sono comportati male. A voler replicare, seppur in modo molto ovattato, il rigore delle scuole degli anni ’50.

Superata questa perplessità, ho cominciato ad apprezzare quello che è il nuovo stile narrativo ma anche il ritorno alle origini del programma.

Di queste due puntate mi è piaciuta molto la scorrevolezza del racconto. Alle marachelle dei ragazzi, infatti, non è stata data una grande enfasi, come negli anni scorsi, a suon di punizioni drastiche e definitive.

Ciò ha reso i primi due episodi piacevoli da guardare ma senza particolari colpi di scena, come potevano essere delle espulsioni.

Questa fluidità delle vicende iniziali ha però messo in risalto altri aspetti, forse più importanti rispetto alle punizioni esemplari e alle dinamiche movimentate.

Primi tra tutti, le storie e le difficoltà dei ragazzi: le lacrime di Marta all’idea di indossare la gonna, il rifiuto di Zelda di cantare in pubblico, l’avversione di Luna e Sofia verso la nuova arrivata Victoria.

Anche gli allievi più problematici de Il Collegio 7 come Gabriel, Alessandro, Damiano e Apollinaire hanno finora dimostrato di non essere soltanto delle irrecuperabili “pecore nere”, ma di avere varie sfaccettature e soprattutto umanità e voglia di crescere.

Proprio il cambiamento da parte dei collegiali avrebbe dovuto essere, da sempre, il focus del programma e con questa edizione sembra stia centrando l’obiettivo.

E ciò non è merito solo del cast e della capacità di porsi in modo naturale ma anche degli autori, il cui lavoro per ora non ha inciso sul realismo della narrazione e sull’evoluzione degli studenti.

Per me l’obiettivo principale è andare via da qui dopo aver imparato qualcosa” ha detto Apollinaire dopo i rimproveri del preside.

Ho molta rabbia e cattiveria repressa” ha confessato Damiano parlando con la sorvegliante della sua infanzia difficile.

È apprezzabile che Il Collegio abbia messo da parte alcuni aspetti un pochino estremizzati e sia tornato alla sua funzione di docu-reality o di esperimento sociale. Spero che sarà così anche per i prossimi episodi.

Infine, degno di nota il commento, più di una semplice voce fuori campo, di Nino Frassica: “Laika, secondo me ora stai giocando in Paradiso con il mio cane e tutti gli altri cani”.

A voi come sono sembrate le prime due puntate de Il Collegio 7?