Test di ammissione di Medicina: come funziona all’estero?

di Claudia Lisa Moeller

La notizia dell’abolizione del test d’ingresso di Medicina ha scatenato un’accesa discussione online. Cosa si farà senza il test d’ingresso? È una buona idea? Libertà di studio? Cosa comporterà davvero l’abolizione del test d’ingresso?

Negli ultimi anni, infatti, ha fatto notizia la mole infinita di candidati al test di Medicina. Solo l’anno scorso oltre 46 mila candidati concorrevano per 10 mila posti nell’ambita facoltà di Medicina e Chirurgia. Come faranno quindi le aule a contenere questa marea umana? Le risposte e soluzioni che si leggono, per ora solo online, sono tante. In molti si chiedono se le facoltà di Medicina e Chirurgia italiane diventeranno come il sistema francese.

Proprio la struttura alla “francese” è stata più volte invocata negli ultimi anni. In Francia, di fatto, l’iscrizione è libera agli atenei, salvo che va dimostrato durante il primo anno di essere meritevoli di passare al secondo anno. Durante l’anno ci sono due grandi esami: uno a gennaio e uno a maggio/giugno. Chi non passa i due esami può ripetere l’anno ancora una volta sola (pagando anche la rata maggiorata) e poi verrà espulso se non riuscirà a passare gli esami.

Così facendo il sistema universitario francese lascia aperta la facoltà di Medicina e Chirurgia, ma gli esami a sbarramento sono talmente pesanti che il grande degli studenti vengono selezionati durante il primo anno. Si stima che nemmeno il 30% degli studenti riesca nell’intento.

Questo risolverebbe il problema della mancanza di strutture, laboratori per gli studenti di Medicina e Chirurgia. Almeno per il primo ciclo.

In Germania, invece, fino ad oggi conta il voto di maturità per entrare in facoltà. A seconda del voto si può fare domanda in una graduatoria nazionale. Chi ha i migliori voti, può vincere il posto presso università più ambite. Ma anche chi non avesse voti straordinari può mettersi in lista di attesa e dopo un periodo di qualche anno (anche questo definito dal voto di maturità preso) ha diritto a entrare in una delle università a cui ha fatto richiesta.

In questo modo la Germania ha garantito da un lato l’impegno e la diligenza scolastica, dall’altro permette a tutti di entrare comunque nella facoltà.

Questo sistema non era poi troppo dissimile dal vecchissimo sistema di selezione italiano. Nel 1923 la riforma Gentile prevedeva che solo chi aveva la maturità classica poteva iscriversi in tutte le facoltà universitarie senza problemi. Solo negli anni ’60 era stato abolito l’obbligo di maturità classica (o scientifica) così rendendo Medicina un corso ad iscrizione libera. Le cose sono rimaste intatte fino al 1999 quando entrò in vigore il test d’ammissione.

Il test è ufficialmente passabile con un po’ di studio. Basta aver studiato a scuola e si passa il mutiple choice più odiato dagli studenti italiani. La verità è che chi vuole passare il test è costretto, o per lo meno caldamente consigliato, a prendere parte ai corsi organizzati da apposite scuole. Test che non è proprio economico. Alpha Test offre il corso “platino” per soli €4980,00 per essere così sicuri di entrare a Medicina.

Test che va detto è usato in altri paesi. In Giappone, per esempio, non è cosa scontata andare in università. I test di ingresso sono molto severi e difficili proprio per garantire il livello degli studenti. I test dipendono dalle università e ognuna di essa ha criteri, standard e punteggi diversi.

Ci sono poi sistemi misti. Si prenda la selezione inglese o americana. Chi vuole, infatti, studiare Medicina in UK o in US deve avere ottimi voti (A level) in chimica e biologia. Se non avete avuti buoni voti in queste materie duranti gli anni liceali, potete cercare di laurearvi in un BA (o triennale) in materie scientifiche per passare la prima selezione.

Segue, quindi, a questa prima scrematura il test d’ingresso: in Inghilterra dovete passare il test logico matematico UKCAT, in America MCAT. Dopo che avrete passato questi esami bisogna mandare i propri risultati e (almeno) una lettera di referenza alle università che vi interessa. Aspetterete, quindi, l’ammissione al BA di Medicina.

Chi si iscrive in Inghilterra frequenta prima una Medical School dalla durata di 5 anni, segue un Foundation Training di 2 anni e infine ci sarà la specializzazione. Invece chi si iscrive in America seguirà per 4 anni corsi propedeutici all’ingresso alla Medical School. Qui ci sarà una seconda selezione: nel 2012 su 45266 candidati solo 19517 sono passati (il 43%).

Cosa quindi farà l’Italia per contenere il flusso di aspiranti medici? Non si sa ancora con precisione. Certamente bisognerà affrontare nei prossimi anni quanto sta accadendo da anni. Si stima che tra 5 anni mancheranno 45000 medici. Questa mossa del governo potrebbe arginare la mancanza di medici da un lato e l’invecchiamento dall’altro della popolazione.

In più l’abolizione del test permetterà di riaprire una facoltà diventata esclusiva di fatto. A parte i corsi di preparazione ai test, bisogna contare anche tutti gli studenti italiani che espatriano per studiare. Chi se lo può permettere cerca altre soluzioni anche all’estero per continuare il proprio sogno. Non sono poche le università nell’Est Europa o in Spagna, dove gli italiani provano comunque a entrare. I test sono più facili e basta pagare la retta per entrare e continuare la propria formazione.

E tu cosa ne pensi della decisione di cancellare il test d’ingresso di Medicina in Italia?

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