Anoressia e bulimia: prima causa di morte, per 200mila ragazze

di admin

La società italiana per lo studio dei disturbi alimentari ha presentato le ultime statistiche su anoressia e bulimia. I disturbi alimentari sono addirittura la prima causa di morte tra le ragazze fra i 12 e i 25 anni e purtroppo le ragazze malate attualmente in Italia sono già più di 150mila.

 

Sintomi tipici e ricorrenti

I disturbi alimentari, oltre all’anoressia, comprendono anche la bulimia nervosa, e altri disturbi non ancora specificati meglio. Prima che la malattia diventi evidente, in molte ragazze si manifestano tratti di ossessività, di ansia e di depressione, molto spesso causati dalla malnutrizione. Quindi, se avete delle amiche sottopeso o in leggero sovrappeso, che non si sentono accettate dalla società e riscontrate in loro alcuni di questi segnali, cercate di oservarle bene. Solo se si colgono e si capiscono in tempo i sintomi che una ragazza inizia a manifestare gradualmente, si può davvero fare qualcosa per aiutarla. Dopo un certo limite, i disturbi alimentari non si possono più curare.

 

Le cause

E’ molto importante tenere sotto controllo quelle che possono essere state le cause scatenanti la malattia. Soprattutto nelle situazioni più gravi, gli interventi medici e psicologici vanno indirizzati proprio alla riduzione dei fattori cosiddetti "di mantenimento" della malattia. Qualora fosse impossibile reperire una causa precisa da estirpare, l’intervento più efficace è proprio la modifica di quegli elementi che tengono in vita e alimentano il disturbo.

I dati diffusi mostrano che tra le pazienti affette da anoressia nervosa la mortalità colpisce 1 ogni 200 ragazze.

Non esiste una causa unica, ma una concomitanza di fattori che interagiscono tra loro. In genere gli adolescenti sono più vulnerabili e i più colpiti perchè l’adolescenza è un periodo di passaggio fra l’infanzia e la fase adulta. Spesso i disturbi alimentari nascono dall’incapacità di far fronte a questi cambiamenti, alla paura della maturità e delle responsabilità che comporta la crescita.

Tra i fattori di tipo psicologico troppo spesso c’è l’idealizzazione della magrezza, spesso rafforzata dalle immagini che propongono i mass-media. La magrezza diventa un simbolo di valore
e di bellezza e rientrare nei canoni estetici delle dive fa sentire, a torto, più accettate e più sicure di sè.

 

Le persone più a rischio

Molto spesso sono a rischio pù alto le ragazze più ambiziose e perfezioniste, che tendono ad ottenere ottimi risultati a scuola e nelle attività che intraprendono, forti e brave in tutto – all’apparenza – ma che interiormente hanno una bassa autostima e una forti insicurezze personali. 

Ed è giusto ricordare che anche i ragazzi vengono colpiti dalle malattie causate dai disturbi alimentari, seppure in minoranza rispetto alle femmine.

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