Anoressia: riconoscere i sintomi per poter ricominciare ad amarsi

di admin

Ciao, mi presento, io sono lo  "Specchio"!
Sono lo specchio della vostra anima! Con me non avrete bisogno dei vostri occhi per vedervi, ma solo del vostro cuore, per sentirvi ed amarvi!
Conosco molte principesse belle e tristi, ingannate dai loro occhi, incapaci di trasmettere la verità; esse cercano di cancellare la propria immagine riflessa, l’immagine che non amano.
Gi occhi ci ingannano continuamente, non sempre ciò che vediamo è reale; se riuscissimo a partire da questo presupposto, molti dei problemi che ci affliggono non esisterebbero. Se solo lasciassimo parlare la nostra anima e riuscissimo a vedere attraverso di essa, forse la vita sarebbe più semplice e molte malattie  tipiche di questo secolo non esisterebbero, come l’anoressia.

Anoressia: malattia di una società insana

L’anoressia è un flagello dei nostri giorni; di una società dove "essere è apparire"; dove "esisti" solo se la tua immagine è più forte di ciò che sei, di ciò che puoi dare.
"Perfezione" diventa la parola chiave per poter essere sempre alla ribalta! Se non sei perfetto allora sei "out".
Vittime di questo messaggio sbagliato sono soprattutto le adolescenti, fragili, incapaci di leggere un linguaggio che non gli è stato insegnato, bisognose d’amore e di attenzioni. Attraverso la privazione e il dolore sperimentano la "catarsi" la purificazione. In una società fagocitante, dove tutto viene divorato in maniera vorace, l’individuo anoressico fagocita se stesso in un processo di autocannibalismo dove il corpo mangia se stesso, per non essere mangiato.

Sintomi

Come nella bulimia, le persone affette da anoressia, sono ossessionate dal proprio peso corporeo, anche se già magre.
Le anoressiche non perdono l’appetito ma come nelle bulimiche il cibo è un pensiero costante, infatti amano cucinare per altre persone.
Molte anoressiche alternano periodi di privazione totale di cibo, a fasi bulimiche con vomito autoindotto ed esercizio fisico intenso.
L’anoressica soffre di "dimorfismo corporeo", cioè la preoccupazione eccessiva per un difetto,  in questo caso immaginario. L’anoressica non si vede mai abbastanza magra, la percezione che ha di se non è reale.

Di anoressia si può "morire" o si può scegliere di "vivere"!

L’anoressia è oggi tra le prime cause di morte tra le malattie psichiatriche.
Si calcola che una donna su 200 sia affetta da anoressia nervosa, e che il 7%  della popolazione di adolescenti manifesti disturbi del comportamento alimentare. L’anoressia non è un tumore ma è comunque una patologia mortale; la privazione totale di cibo, può portare insufficienza renale, alterazioni cardiovascolari, perdita di capelli e dei denti. Spesso si verifica il blocco del ciclo mestruale che, se permane a lungo, può causare l’osteoporosi. Ciò che è importante sapere è che si può guarire. Si può scegliere di "vivere"!
Il percorso per la guarigione è lungo e faticoso, ma esistono oggi molti centri in grado di curare le malattie sui disordini alimentari, come l’ABA (l’associazione per lo studio e la ricerca sull’anoressia, la bulimia e i disordini alimentari). Fondatrice e Presidente dell’ABA è Fabiola De Clercq, nata a Bruxelles, autrice di un libro autobiografico "Tutto il pane del mondo". Fabiola è l’esempio di come si possa utilizzare la propria forza di volontà (che nell’anoressica è molto forte, ma che viene utilizzata per autodistruggersi), per uscire da un tunnel dal quale è difficile scorgere la luce.

A tutte le principesse tristi, mi permetto di dare un consiglio: guardatevi con gli occhi dell’amore!

 

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