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House of Gucci: tra kitsch e potere, la recensione del film

scritto da Federica Marcucci
house of gucci

House of Gucci di Ridley Scott debutta oggi al cinema per raccontare, tra cronaca e fantasia, la brama di potere e la caduta di un impero. Nel cast del film Lady Gaga, Adam Driver, Al Pacino, Jared Leto, Adam Driver e Salma Hayek.

Ecco il libro da cui è tratto il film!

 

Un film eccessivo e senza equilibrio

Come iniziare a parlare di House of Gucci? Avrete sicuramente già sentito (o letto) dei paragoni che affiancano il nuovo film di Ridley Scott a Il padrino (complice la presenza nel cast di Al Pacino), dell’italiano ostentato in lingua originale, di una ricostruzione che si prende fin troppe libertà.

Fin dalle prime inquadrature è chiaro che il progetto House of Gucci era qualcosa di molto importante per il regista. Qualcosa che lui stesso ha provato a mettere in scena giocando con performance e scelte registe eccessive per raccontare una storia che, dopotutto, parla di potere e disfatta.

house of gucci

Il risultato è però un baraccone kitsch che si perde dentro se stesso, apparendo senza equilibrio e senza anima. Non bastano i nomi di richiamo per giustificare quindi delle scelte palesemente pop ma che, sullo schermo, non funzionano e che sembrano costantemente ostentante.

Un’occasione mancata, perché la storia di House of Gucci era materiale perfetto per un film. Eppure durante le quasi 3 ore (il film dura ben 165 minuti) si ha sempre la sensazione che ci sia qualcosa che non va.

Ma di cosa parla il film?

House of Gucci racconta l’ultimo momento dorato della casa di moda, tra gli anni ’70 e ’90, a cui si intrecciano le vicende dei componenti della famiglia. Primi tra tutti Maurizio Gucci, erede della maison, e sua moglie Patrizia Reggiani, successivamente mandante dell’omicidio del suo stesso marito.

Se non conoscete questa storia vi consiglio di andarla a scoprire, sopratutto se siete appassionati di trame crime. Una vicenda insomma che più reale non si può ma che sembra uscita da un film. Ma allora cosa è successo con House of Gucci?

house of gucci

Uno dei grandi problemi del film è, incredibile ma vero, la sceneggiatura. Lo script è scritto in un modo che forse aveva l’obiettivo di amplificare quel kitsch di cui ho già accennato, ma il risultato è un insieme di storyline che non riescono a essere coerenti e d’impatto.

Un problema che risulta essere più evidente nella seconda parte del film quando i rapporti tra i personaggi cambiano e le loro vicende sembrano sfilacciarsi senza soluzione di continuità davanti ai nostri occhi.

Cosa resta di tutta questa impalcatura così eccessiva? Mi spiace dirlo, ma resta ben poco ed è un vero peccato. È un peccato sopratutto per i due protagonisti, bravissimi, ma che non riescono a tenere in piedi un prodotto che barcolla su se stesso: tra stereotipi e una colonna sonora che rinforza questa sensazione di eccesso.

Andate a vederlo ovviamente, ma poi andate a cercare cosa è successo davvero così capirete se vi è piaciuto il modo in cui ci hanno raccontato questa storia.