Combattere l'HPV, prevenire il tumore al collo dell'utero

di admin

Individuare precocemente il Papilloma virus (HPV) o prevenirlo con i nuovi vaccini, significa vincere il tumore del collo dell’utero. Una malattia, che nonostante le possibilità di cura che nelle fasi precoci raggiunge il 100%, colpisce ancora 3.500 donne all’anno nel nostro Paese, con 1.700 casi di decesso.
Per fortuna, però, oggi si può fare molto per prevenire le brutte sorprese.
L’importante è che le donne si sottopongano a esami indolori e poco costosi con regolarità.
E che per le nuove generazioni si cominci a pensare alla vaccinazione. Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna è in prima linea su questo fronte: con il ministro Turco l’Osservatorio ha infatti annunciato che entro la primavera il primo vaccino contro il cancro al collo dell’utero sarà gratuito per tutte le ragazze al compimento dei 12 anni. Il vaccino sarà comunque disponibile a pagamento in farmacia, previa prescrizione del medico ed è indicato per le donne che non hanno ancora contratto l’infezione da Hpv.

Che cosa è il Papilloma virus
Cosa c’entra il Papilloma virus con il tumore del collo dell’utero? E’ presto detto: il 99,7% dei tumori del collo dell’utero sono causati proprio dall’HPV, un virus che si trasmette attraverso i rapporti sessuali e che non dà alcun sintomo, per cui rimane “nascosto” nell’organismo.
Non tutti i tipi di HPV però sono uguali. Quelli conosciuti sono circa 100, quelli che possono essere trasmessi attraverso i rapporti sessuali sono invece una quarantina. Ma quelli che possono causare lesioni maligne al collo dell’utero sono solo 13. In particolare i ceppi 16 e 18 di Papilloma virus provocano il 70% delle forme tumorali del collo dell’utero. Altri ceppi di HPV come il 6 e l’11, invece, provocano i condilomi (chiamati anche creste di gallo), la malattia sessualmente trasmessa più diffusa, ma che non si trasforma in un tumore.
 Insomma non bisogna fare di tutta un’erba un fascio. Per questo è importante individuare le donne che sono venute a contatto con l’HPV, ma anche distinguere il tipo di virus in questione, per capire se può essere pericoloso o meno.

Non bisogna avere paura, ma fare prevenzione
Anche se si è entrate in contatto con l’HPV non bisogna spaventarsi oltre misura. Innanzitutto perché, come abbiamo visto, non tutti i tipi del virus sono a rischio di tumore. Inoltre in moltissimi casi (circa l’80%) anche le infezioni da ceppi più a rischio guariscono da sole senza lasciare conseguenze per la salute nel giro di pochi mesi. Infine anche in quel 10-20% di donne in cui l’infezione da ceppi di HPV a rischio tumorale non guarisce da sola, non è detto che la malattia si sviluppi.
Perché le lesioni maligne compaiano ci vogliono infine diversi anni: circa una decina. Insomma, c’è tutto il tempo per individuare le infezioni a rischio, per tenerle sotto controllo e per vedere precocemente eventuali lesioni iniziali, che possono essere curate con un semplice intervento
ambulatoriale e con un’altissima efficacia. L’importante, però, è sottoporsi con regolarità agli esami preventivi.

La possibilità di re-infettarsi
Le infezioni da HPV, come abbiamo visto, possono guarire da sole senza lasciare conseguenze per la salute. La guarigione non comporta però una protezione per il futuro da questi virus.
E’ insomma possibile reinfettarsi, sia venendo a contatto con ceppi di Papilloma virus diversi da quelli che hanno causato la prima infezione, sia incontrando nuovamente lo stesso tipo di
HPV che ha dato origine al problema.
Per questo anche chi ha già avuto un’infezione da Papilloma virus ed è guarita, deve continuare a sottoporsi agli esami di controllo per prevenire ulteriori infezioni.

Cos’è il collo dell’utero o cervice?
La cervice è la parte più in basso dell’utero che collega il corpo dell’utero alla vagina. La cervice è soggetta a varie trasformazioni nel corso della vita della donna (pubertà, travaglio di parto, menopausa etc…).
Tra la parte esterna della cervice (esocervice) e la parte interna (endocervice), esiste una zona estremamente delicata (zona di giunzione) in cui queste due parti si incontrano. E’ in quest’area che si formano la maggior parte dei cancri.

Il cancro del collo dell’utero è un tipo di carcinoma comune?
In Europa, il cancro alla cervice è la seconda causa di mortalità per cancro nelle donne in una fascia di età compresa tra i 15 ed i 44 anni, immediatamente dopo il cancro al seno.
Ogni giorno, 40 donne in Europa muoiono a causa di questa patologia.
Grazie all’attuazione dei programmi di screening, negli ultimi anni l’incidenza di questa pericolosa forma di tumore è in diminuzione.
In Italia si registrano ancora annualmente circa 3.500 nuovi casi con circa 1.700 decessi.

Qual è la causa del cancro al collo dell’utero?
Diversamente da altri tipi di cancro, quello al collo dell’utero non è di carattere ereditario. Infatti, è un virus ad esserne responsabile. Il suo nome è Papillomavirus Umano (HPV).

Chi può essere affetto da questo tipo di cancro?
Tutte le donne.
Circa il 70% delle donne e degli uomini vengono a contatto con il Papillomavirus durante la loro esistenza. Questo virus è molto comune e si trasmette anche per semplice contatto dei genitali tra persona e persona.
Fortunatamente, la maggior parte delle persone che entrano in contatto con il virus non svilupperanno il cancro.
Il 40% delle donne a cui è stato diagnosticato il cancro del collo dell’utero ha un’età compresa tra i 35 ed i 54 anni ma la maggior parte di esse sono state probabilmente esposte al contagio col virus tra i 16 ed i 25 anni. 

Quali sono la relazione tra il Papillomavirus umano ed il cancro del collo dell’utero?
Quando una donna viene contagiata da determinati tipi di Papillomavirus umano ed il suo corpo non elimina spontaneamente l’infezione, nel rivestimento della cervice possono svilupparsi delle cellule anomale che, se non individuate tempestivamente, possono trasformarsi in cancro. Nella maggior parte dei casi, tale processo richiede alcuni anni ma, più di rado, può verificarsi in un lasso di tempo inferiore.

 

Immagine tratta da www.flickr.com

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