Corso paste sintetiche: come si lavorano

di admin

Tornano gli appuntamenti con la creatività su GingerGeneration.it: dopo le interviste ai giovani designer, i seguitissimi percorsi creativi, il concorso tutorial -tuttora aperto- e gli speciali progetti fai da te in vista del Natale, Ginger ha pensato per voi un corso dedicato alle paste sintetiche, materiale giunto in Italia dall’America non molti anni fa che è ora sempre più diffuso tra le creatrici di bijoux e oggetti handmade.

A rispondere alle nostre domande sulle paste sintetiche, spiegandoci cosa sono, dove si possono trovare e come si lavorano, è Valentina, ventiduenne romana che ci aveva già inviato il suo tutorial per creare una simpatica folletta. Questo è il suo blog, "I love charms".

Cosa sono le paste sintetiche?

Le paste sintetiche o polimeriche sono paste modellabili che si induriscono cuocendole in forno a 120-130 gradi per 30 minuti circa. La malneabilità cambia a seconda della pasta che si usa. In Italia le piu famose sono il Cernit, che però tende a sciogliersi e screpolarsi durante la lavorazione a causa del calore delle mani e il Fimo. Questo comporta meno problemi: quello Classic è molto duro e bisogna scaldarlo a lungo tra le mani prima di lavorarlo, mentre quello Soft si lavora con molta più rapidità. Questo tipo di pasta si trova in commercio con panetti che vanno da 65 gr, 56 gr a 25 gr.

Dove si possono acquistare?

Si possono trovare nelle cartolerie piu fornite o nei negozi di hobbystica e belle arti, ma ormai si trovano anche online in moltissimi siti. Il loro prezzo va da 1,70 euro a 3 euro, dipende da dove viene acquistato. 

Quali sono gli strumenti indispensabili per lavorarle e dove si trovano?

Gli strumenti essenziali per iniziare a lavorare queste paste sono: un tappetino preferibilmente di plastica dove poter lavorare con tranquillità senza che la pasta si sporchi, un taglierino che può essere o un semplice cutter o una lama piu professionale, guanti in lattice per far si che passando da un colore scuro a un colore chiaro la nostra pasta non si macchi, un mini mattarello per stendere la pasta e infine delle tronchesine e delle pinze con la punta arrotondata per creare i gancetti con i quali andremo poi a realizzare i nostri bijoux. Poi per chi alla fine voglia dare un tocco di lucidatura sulla creazione anche del lucido ad acqua. Tutto questo come detto prima si può acquistare online o nei negozi di hobbystica.

Quali accorgimenti è necessario adottare per la loro cottura e lucidatura?

Bisogna avere molta pazienza sopratutto all’inizio perchè con il tempo poi riuscirete a capire qual è il tempo di cottura ottimale per le vostre creazioni: ovviamente cambia in base al tipo di forno che usate. Le prime volte può succedere che si brucerà tutto ma nn demordete e continuate a provare. Di regola comunque sulla confezione c’è scritto che vanno tenute in forno a 110 gradi per 30 minuti.

Per quanto riguarda la lucidatura invece come detto in precedenza dovete comprare un lucido ad acqua e un pennello molto morbido. Usate dei guanti e lasciate asciugare la vostra creazione almeno per tre ore.

Quali sono le difficoltà maggiori nella loro lavorazione e in quanto tempo è possibile imparare ad utilizzarle?

Non ci sono molte difficoltà, lavorare le paste sintetiche è molto semplice, solo bisogna avere molta creatività perchè senza di quella è come avere un pennello e una tela ma non avere i colori adatti!

Allora, siete pronte ad acquistare il materiale per seguire assieme a noi questo corso? Vi trovate meglio col Fimo o col Cernit? Trovate difficoltà a cuocere le vostre creazioni? Che tipo di vernici usate? Scrivete nei commenti le vostre domande, i vostri dubbi, le vostre considerazioni, quali tecniche vorreste imparare grazie a Ginger, cosa vorreste sapere… risponderemo a tutte nei prossimi articoli!

Chi invece fosse già un’esperta di paste sintetiche e volesse mettere a disposizione di tutte le sue conoscenze può contattarci all’indirizzo mail [email protected].

Leggi tutti gli articoli del corso dedicato alle paste sintetiche

Foto di copertina tratta da Flickr.com

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