Shawn Mendes In Wonder: recensione del documentario su Netflix

di Roberta Marciano
shawn mendes in wonder

Shawn Mendes In Wonder, il documentario sul cantate candese è finalmente approdato su Netflix. Con grande gioia dei fan, dal 23 novembre è sulla piattaforma di streaming. Non si tratta di un concerto ma di un racconto dell’ultimo anno e mezzo del cantante di Monster che alterna scene del suo tour passato, alla realizzazione del nuovo album in arrivo a dicembre e alcuni momenti di vita privata. C’è infatti spazio per la sua relazione con Camila Cabello e alcuni dettagli interessanti sul loro rapporto (qui per saperne di più).

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Ma passando alla realizzazione del documentario, di per sé sembra una storia che stenta a decollare. Shawn ci racconta tanti piccoli pezzi di sé ma senza raccontarsi veramente. Il documentario sembra rimanere sulla superficie senza approfondire la vita del cantante, della persona, del ragazzo. Ci sono tanti piccoli pezzi che a volte sembrano slegati tra di loro e che rendono il racconto poco fruibile soprattutto a chi non conosce il cantante. Se qualcuno si approcciasse per la prima volta alla conoscenza del cantante di Wonder e volesse farlo attraverso questo documentario, non riuscirebbe a coglierne la vera essenza, cosa che invece i fan conoscendolo meglio probabilmente riescono più facilmente.

Non impariamo veramente a conoscere Shawn ma abbiamo solo una fotografia di alcuni dei momenti dell’ultimo anno trascorso. I fan però potranno gioire perché nel documentario abbiamo un piccolo assaggio del nuovo album, dove possiamo sentire oltre alle prime note del singolo Wonder, quando è stato composto, anche l’incisione di alcuni brani che entreranno a far parte del suo prossimo lavoro.

Senza fare spoiler, se fate parte della Mendes Army preparate i fazzoletti: sul finale potrebbero proprio servirvi.

Avete già visto il documentario di Shawn Mendes su Netflix?

 

 

 

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