Bullismo a scuola: cosa fare se ti prendono di mira

di admin

Negli ultimi tempi sono aumentati a dismisura i casi di bambini o ragazzi presi di mira da altri coetanei: stiamo parlando del bullismo, un fenomeno purtroppo in grande crescita. Vuoi per il clima permissivo in cui si trovano a crescere molti giovani, vuoi per l’assenza di regole nell’ambiente familiare o per la debolezza di alcuni insegnanti, che non hanno l’esperienza o i mezzi per affrontare la situazione, sempre più ragazzi trovano normale, ed anzi divertente, comportarsi in modo violento con i compagni di scuola, umiliarli o prenderli in giro. Il problema, inoltre, viene spesso sottovalutato dagli adulti, che finiscono per bollare come ‘ragazzate’, ‘scherzi’ o ‘semplici liti tra bambini’ quelli che invece sono veri e propri episodi di violenza.

Trovare la forza di reagire, in questi casi, non è semplice: la vittima, infatti, esita a denunciare gli aggressori, temendo ulteriori ripercussioni, e tende invece a chiudersi in se stessa, dando la colpa alla propria debolezza o ad altri fattori personali, come l’aspetto fisico, il carattere, la propria etnia o religione. I bulli, difatti, fiutano l’insicurezza e prendono di mira ragazzi timidi, poco integrati nel loro ambiente o che presentano qualche piccolo ‘difetto’ fisico: bastano un paio di chili di troppo, gli occhiali, l’apparecchio ai denti o la scarsa statura per diventare oggetto di scherno; in altri casi, invece, la violenza deriva da una sorta di ‘invidia’ da parte degli aggressori, ad esempio quando ad essere preso di mira è il classico ‘bravo ragazzo’, magari a causa dei suoi buoni risultati scolastici.

Le violenze possono essere di vario tipo: si parte delle classiche ‘battutine’, dai soprannomi e dalle prese in giro, fino ad episodi anche più gravi, come scherzi, diffamazione e, nei casi peggiori, anche aggressioni fisiche. Sottovalutare la violenza verbale, considerandola al pari di uno ‘scherzo tra amici’, è un errore che molti commettono: il passaggio dal soprannome allo schiaffo, però, a volte è piuttosto breve, e questi episodi non andrebbero mai presi alla leggera.

Tuttavia, quali sono le strategie per affrontare la situazione? Se sei stato scelto come ‘bersaglio’ per insulti e prese in giro, la prima cosa da fare è informare un adulto dell’accaduto: che si tratti di un insegnante o di un genitore, infatti, è bene non tenersi tutto dentro. Alcuni sostengono che un buon modo per evitare ulteriori violenze sia ignorare le prepotenze subite: in mancanza di una reazione, il bullo dovrebbe stancarsi e rivolgere le sue ‘attenzioni’ su qualcun’altro. Tutto ciò vale solo in parte: se da un lato gli aggressori ricercano la reazione da parte della vittima (rabbia, lacrime, ecc.), e quindi un atteggiamento ‘menefreghista’ potrebbe confonderli o annoiarli, è pur vero che ciò potrebbe spingerli a ‘rincarare le dosi’, dunque a passare ad azioni più pesanti, o a scegliere qualcun’altro come obiettivo.

Il modo migliore, quindi, per porre fine alla violenza è denunciare l’accaduto. Molti ragazzi credono che parlare con un insegnante equivalga a fare la spia: in alcuni casi, soprattutto quando si parla di episodi gravi, però, è l’unica cosa da fare. Anche i genitori andrebbero informati il prima possibile, in quanto sta a loro prendere eventuali provvedimenti, come denunciare gli aggressori o valutare il trasferimento in un altro istituto scolastico.

In ogni caso, ci sono alcuni comportamenti che andrebbero evitati, in quanto alla lunga peggiorerebbero la situazione:

  • mentire per coprire il bullo o per giustificare eventuali lividi o graffi, o spese non previste (se, ad esempio, l’aggressore ti ha estorto del denaro);
  • assentarti da scuola per evitare di subire violenze: prima o poi verresti scoperto e, comunque, il tuo rendimento ne risentirebbe parecchio, praticamente gliela daresti vinta;
  • piegarti alle sue richieste: se cerca di obbligarti a fare qualcosa di pericoloso o illegale, parlane subito con qualcuno;
  • rispondere con la violenza: per quanto la tentazione di reagire sia forte, finiresti per cacciarti in guai peggiori;
  • pensare ‘è colpa mia’: le vittime tendono spesso ad addossarsi le colpe, cosa che alla lunga danneggia l’autostima, sono loro invece ad avere un ‘problema’ e a comportarsi in modo ingiustificabile;

Ti è mai capitato di essere preso di mira da un bullo? Cosa hai fatto?

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