Addio Sean Connery: i 5 ruoli iconici del primo James Bond

di Federica Marcucci

È di qualche ora fa la notizia della morte di Sean Connery, riportata dalla BBC. Malato da tempo l’attore scozzese è scomparso all’eta di 90 anni, circondato dall’affetto della sua famiglia. Da molti anni le sue apparizioni si erano diradate, ma Connery – sempre molto riservato sulla sua vita privata, non aveva mai voluto dare troppe spiegazioni sulle ragioni anche se da qualche anno faceva i conti con indiscrezioni che parlavano di Alzheimer.

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Vegetariano, impegnato da sempre a difesa dell’ambiente e legatissimo alla sua amata Scozia, Sean Connery ci lascia una filmografia sterminata. Un puzzle in cui almeno ognuno di noi troverà qualche tessera familiare. L’immagine preferita di questo incredibile attore.


Perché certamente, Sean Connery è stato James Bond – il primo, ma anche molto altro. L’attore ha lavorato con grandissimi registi come Hitchcock, Steven Spielberg, Gus Van Sant, Sidney Lumet e molti altri.

Noi lo vogliamo ricordare con questi 5 ruoli iconici:

James Bond (Saga di 007 dal 1962 al 1967, 1983)

“Sono Bond, James Bond”. Il primo a pronunciare la famosa frase è stato proprio lui, Sean Connery. L’attore scozzese vestì i panni di 007 ben sette volte. A lui si deve la caratterizzazione del personaggio e l’eredità culturale che gli interpreti successivi hanno sempre accolto con grande rispetto. Nonostante tutto Connery faticò molto per togliersi l’immagine dell’agente segreto negli anni successivi.

Robin Hood (Robin e Marian, 1976)

Due icone, Sean Connery e Audrey Hepburn, per interpretare una versione più matura ma non meno romantica di Robin Hood e Lady Marian. Un film in cui Sean Connery mostra la propria versatilità, reinterpretando in modo del tutto inedito un personaggio come quello del ladrone della foresta di Sherwood.

Guglielmo da Baskerville (Il nome della Rosa, 1986)

Connery vinse il BAFTA come miglior attore per aver portato sullo schermo l’iconico personaggio nato dalla penna di Umberto Eco. Ormai maturo, Sean Connery buca lo schermo grazie a un’interpretazione misurata che dimostra la sua capacità di essere perfettamente a suo agio in racconti epici.

Jimmy Malone (The Untouchables – Gli Intoccabili, 1987)

Grazie al personaggio di Malone Sean Connery viene consacrato definitivamente come uno dei più grandi attori viventi. Un’interpretazione indimenticabile, resa ancora più unica grazie ai “duetti” con Kevin Costner in un racconto della lotta alla criminalità organizzata di Al Capone nella Chicago degli anni Trenta.

Prof. Henry Jones Sr. (Indiana Jones e l’ultima crociata, 1989)

Ch poteva essere il papà di Indiana Jones se non James Bond? Questo. il volto con cui le generazioni nate tra la fine degli anni Ottanta e gli anni Novanta – ma anche dopo, hanno conosciuto Sean Connery. Un ruolo speciale, in cui emerge un lato comico inedito ma anche quella disposizione naturale per l’epicità con cui tutti lo ricorderemo.

 

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