Mank: perché potrebbe vincere molti Oscar o non vincerne affatto

di Federica Marcucci
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Mank è senz’altro uno dei film che sta facendo più discutere in questi giorni. Tanti gridano al capolavoro e altrettanti all’esagerazione. Una cosa è certa, David Ficher è riuscito nel suo intento: raccontare una storia che i più non conoscevano.

 

Mank, il protagonista del film, al secolo Herman J. Mankiewicz è passato alla storia per aver scritto (o co-scritto) uno dei film più celebri di sempre: Quarto Potere. 

Ecco, è proprio questo il fulcro del film. Infatti Fincher ha scelto di sposare la teoria secondo cui lo sceneggiatore avrebbe scritto la storia da solo e senza Orson Welles. Una teoria che non piace troppo agli estimatori di Welles, ancora oggi considerato uno delle personalità cinematografiche più importanti di sempre, ma che da anni aleggia tra gli esperti di cinema.

Già perché quella di Orson Welles è una figura quasi mitica che, come tale, non può essere messa in discussione. Nel bene e nel male. 

Fincher fa proprio questo… mette in discussione quello che considerato un pilastro della storia del cinema, facendo sì che nel pubblico nasca la domanda: “Era davvero un genio? E perché tendiamo a glorificare così facilmente certe personalità?”

 

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In Mank infatti Welles appare come un giovane egocentrico e iroso, poco incline al compromesso. Una caratterizzazione sicuramente vicina alla realtà, ma che andrebbe comunque presa con le pinze per il semplice fatto che noi non sappiamo come sono andate le cose. 

Ed è proprio per questo il motivo per cui Mank potrebbe vincere molti Oscar… oppure non vincerne affatto. Quella di Fincher, che qui tra l’altro adatta una sceneggiatura postuma del padre, è infatti una versione della storia. Una storia di cui è nata la storia. E forse è proprio questa la chiave di lettura migliore di Mank.

La storia di un personaggio geniale quanto Welles ma che, al contrario di lui, ha fatto di tutto per auto sabotarsi. La vicenda di una vita praticamente al limite, ma attraverso cui possiamo rileggere e rivivere l’epoca più gloriosa e contraddittoria di Hollywood, quella degli anni ‘30 di cui Fincher ci regala una ricostruzione rigorosa, anche se con qualche libertà. 

Una spirale di volti luoghi, sogni e fantasie che è la magia stessa del cinema, qualcosa in cui è facile perdersi completamente. E alla fine non importa più chi ha scritto Quarto Potere perché anche quello è cinema, è magia. 

Mank è disponibile in streaming su Netflix. Nel cast ci sono Gary Oldman, oltre ad Amanda Seyfried e Lily Collins.

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