L’appello di Alessandro D’Avenia – Recensione del nuovo romanzo

di Federica Marcucci
Alessandro D'Avenia L'appello

“Diventare adulti è smettere di fuggire, cominciare a cercare e poi restare, essere presenti a se stessi senza scappare di fronte alla realtà.”

A dieci anni dall’uscita del suo romanzo rivelazione, Bianca come il latte, rossa come il sangue, Alessandro D’Avenia torna in libreria con L’appello.

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Edito da Mondadori e disponibile dal 3 novembre in tutte le librerie e store online, il romanzo è una storia che mescola ragionamento filosofico e quotidianità mettendo al centro il rapporto professori-studenti. Anzi Maestri-alunni, per citare l’autore.

Protagonisti sono Omero Romeo, un insegnante di scienze non vedente, e i suoi studenti, dei giovani già feriti nel profondo dalla vita. Insieme daranno vita a un nuovo modo di fare l’appello: una piccola grande rivoluzione il cui obiettivo è tirar fuori la vera essenza di ognuno. Un essere presente coraggioso, in nome di se stessi e degli altri. 

Ricco di citazioni, spunti e riferimenti, il romanzo dà vita a un affresco familiare e allo stesso tempo metaforico. Omero, i suoi studenti e gli altri personaggi sono infatti dei tipi umani che possono farci pensare a noi stessi ai nostri attuali o ex compagni di classe. 

Tutti loro ci ricordano com’è o com’è stata la nostra esperienza scolastica, perché a tutti è capitato o capiterà un professore fuori dal comune come quello nato dalla penna di D’Avenia.

 

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Sono incline alla malinconia proprio perché amo tanto questa vita. Quando ne vedo le ferite mi abbatto, ma poi quella percezione a poco a poco si trasforma in creazione. La bellezza è un balsamo per un mondo ferito. Prepararlo ha un prezzo alto, ma sono felice che il mio nuovo libro, L’appello, intriso di questo sentimento di dolore riscattato, possa farvi sentire meno soli in un tempo così faticoso come questo. Non scriverei neanche una riga se avessi smesso di sperare. Fatelo anche voi. Buona domenica 🙏 La foto come sempre è di @martadavenia — Instagram @alexdavenia 🚶🏼‍♂️🔥 FB official – alexdavenia 🔥🚶🏼‍♂️ Twitter – aledavenia 🐥 www.profduepuntozero.it 👨🏼‍🏫 — #alessandrodavenia #libronuovo #romanzo #lappello

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Non vedente come il mitico poeta dell’Iliade e dell’Odissea, il protagonista de L’appello non si lascia definire da questa condizione. Al contrario, abbraccia quell’idea di sapienza tanto cara al mondo classico (non a caso Alessandro D’Avenia è dottore di ricerca in Lettere Classiche) in cui cecità diventa sinonimo di una più limpida visione della realtà.

La scuola ideale del protagonista (ma anche quella dello stesso autore) non è più quindi quella delle verifiche a sorpresa e dell’autorità fine a se stessa, ma quella di un’alta istituzione da un compito importantissimo: educare e insegnare i giovani a mettere tutto in discussione per giungere alla verità. Per diventare adulti senza scappare di fronte alla vita, qualunque sfida ci si ponga dinanzi agli occhi. 

Anche per questo, leggendo L’appello, è impossibile non pensare al prof. rivoluzionario de Lattimo fuggente ma anche ai dialoghi di Platone. In particolare il celebre Mito della Caverna:

“Paragona la nostra natura, in rapporto alleducazione e alla mancanza di educazione, a una condizione di questo tipo. Immagina dunque degli uomini in una dimora sotterranea a forma di caverna […]”.

Omero risveglia le coscienze dei suoi studenti ascoltando, dando valore, educandoli alla bellezza.

Un’esperienza che può sembrare idealistica ma che può davvero accadere a scuola, tutti i giorni. Basta essere disposti ad accettare l’altro, studente o insegnate, senza pregiudizi. A occhi chiusi.

Avete già iniziato a leggere L’appello di Alessandro D’Avenia?

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