Google dedica un doodle ai sette pianeti scoperti dalla NASA

di Laura Boni

Ieri siamo tutti rimasti incollati al computer per ascoltare l’annuncio della NASA (Leggi qui i dettagli!). I nuovi sette esopianeti (ovvero al di fuori del nostro sistema solare) hanno già conquistato il mondo del web. Tanto che oggi Google ha dedicato il suo celeberrimo doodle proprio ai corpi celesti di Trappist-1.

Il doodle animato è un’opera di Nate Swinehart e gioca sul fatto che la Terra, insieme alla “sorella” Luna, osserva da un telescopio lo spazio, quando la sua attenzione viene attratta da un pianeta che le somiglia. Soffermandosi a guardare, ad un certo punto appaiono i 7 pianeti “fratelli”. La reazione della Terra, e della Luna, è ovviamente di felicità. Forse perché crede di trovare dei nuovi amici con cui passare il tempo?

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I protagonisti di questo adorabile doodle sono i sette pianeti del sistema Trappist-1, che si trova nella nostra galassia, ma a 39 anni luce di distanza dalla Terra. Sei di questi nuovi corpi celesti si trovano ad una distanza dalla stella-madre tale da consentire una temperatura tra zero e cento gradi centigradi e quindi potrebbe esserci dell’acqua liquida. Questo significa che, forse, in qualcuno di loro potrebbero esserci forme di vita.

According to a study published today in the journal ‘Nature,’ astronomers have found at least seven Earth-sized planets orbiting the same star 40 light-years away. This is a rare discovery outside of our solar system because the planets 1) are similar in size to Earth and 2) they could have water on their surfaces and potentially support life.

Apparently, the planets are so close to each other and to the star that there are within a space five times smaller than the distance from Mercury to our sun. Standing on one planet, the other planets would appear in the sky as big as the moon — or maybe even twice as big!

Said Thomas Zurbuchen, associate administrator of NASA’s Science Mission Directorate, “This discovery could be a significant piece in the puzzle of finding habitable environments, places that are conducive to life. Answering the question ‘are we alone?’ is a top science priority, and finding so many planets like these for the first time in the habitable zone is a remarkable step forward toward that goal.”

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