Didattica a distanza al 100% alle superiori: cosa dice il nuovo DPCM sul Covid-19

di Alberto Muraro
fase 2 giuseppe conte

Questo pomeriggio, 2 novembre, si è tenuta presso la Camera dei Deputati un’audizione del presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel corso della quale si è parlato (anche) di scuola. E, ci duole dirlo, non abbiamo belle notizie per voi. Con brutte notizie parliamo del ritorno della didattica a distanza al 100%. L’incubo DAD, insomma, sta per tornare per migliaia e migliaia di studenti delle superiori.

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didattica a distanza al 100%

 

Giuseppe Conte ha infatti fatto il punto sulla (grave) situazione epidemiologica nel nostro paese, sottolineando che a breve sarà in vigore un nuovo DPCM. Le misure che verranno prese terranno in considerazione diversi aspetti, fermo restando che l’Italia si avvia al cosiddetto “scenario 4”. In questo scenario l’epidemia di Covid-19 è sostanzialmente fuori controllo e risulta necessario pretentdere delle norme più stringenti. Norme che entreranno in vigore nelle prossime ore, entro il 4 novembre.

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Fino a questo punto, come già vi avevamo raccontato qui su Ginger Generation, il precedente DPCM aveva imposto la DAD alle superiori fino ad un massimo del 75%. Studenti e professori erano dunque invitati a farne uso in tutti i casi in cui la presenza non fosse strettamente necessaria.

Per contenere l’epidemia ed abbassare la curva dei contagi, il Governo ha però deciso di far tornare migliaia di studenti a studiare in casa, tramite dispositivi telematici come computer, smartphone e tablet. La scelta, per fortuna (anche se è più una consolazione) è valida solo per gli istituti superiori. Alle scuole elementari, come nel resto d’Europa, sarà garantita la didattica in presenza. Forse, ma non è certo, la DAD diventerà la quotidianità anche per le classi di terza media.

Non ci è dato sapere, per il momento, quanto dureranno queste nuove misure. Alla luce dei fatti, è possibile che la didattica a distanza al 100% alle superiori sarà imposta almeno fino ai primi di dicembre. La speranza, ovviamente, è di poter rientrare in classe il prima possibile.

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