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Mancino naturale: la recensione del film con Claudia Gerini

scritto da Federica Marcucci
mancino naturale

È arrivato nelle sale Mancino naturale, dramma familiare diretto da Salvatore Alloca e interpretato da Claudia Gerini, Francesco Colella, Massimo Ranieri, Alessio Perinelli e Katia Ricciarelli. Tra sogni infranti e momenti comici, il film è una riflessione sullo spietato mondo del calcio e sul concetto di talento.

Mancino naturale è al cinema dal 31 marzo.

Seguire un sogno a ogni costo…

Non è mai facile capire chi si è e, sopratutto, chi si vuole diventare. Non lo è neanche per Paolo (Alessio Perinelli) anche se il suo destino sembra già essere scritto. Sì perché Paolo gioca a calcio ed è forte, talmente forte da spingere sua madre Isabella (Claudia Gerini) a sacrificare tutto, diventando cieca di fronte alla realtà fino alla resa dei conti finale che la spingerà a domandarsi se sta cercando di realizzare il sogno di suo figli o di qualcun altro.

In un mondo che ci spinge sempre più spesso a fingere di essere una versione diversa rispetto a noi stessi, Mancino naturale rappresenta una riflessione dura che ci mette di fronte a una realtà sfaccettata fatta di passione ma anche di tanta cecità. Seguire i propri sogni è meraviglioso, a patto che non si perda il contatto con il mondo e, sopratutto, con le persone.

Non a caso il fulcro di Mancino naturale, la cui narrazione è colorata da un sottobosco di personaggi che costruiscono alla crescita dei due protagonisti (in particolare quelli di Marcello, interpretato da Massimo Ranieri, e Fabrizio, interpretato da Francesco Colella), resta il rapporto madre figlio. Un rapporto fatto di silenzi da una parte e fiumi di parole dall’altra che dovrà riuscire a trovare il giusto equilibrio affrontando il fallimento, il senso di colpa e accettando l’altro per chi desidera essere davvero.

Una storia attuale, a suo modo cruda, ma che non rinuncia a quella speranza di cui si ha così bisogno al giorno d’oggi.