Sugar tax: che cos’è? Come funzionerà? Quanto costerà?

di Claudia Lisa Moeller

Dal 2020 le bevanda gassate zuccherine e le merendine costeranno di più? Che cos’è la Sugar tax? E soprattutto come funzionerà? Cosa costerà di più?

Cos’è la sugar tax:

Partiamo dalla definizione di sugar tax: l’Italia vorrebbe introdurre un’aliquota (o tassa) maggiorata per le bevande che contengono zucchero. Succhi, bibite costeranno di più dal 2020? Quanto in più? Dai diversi progetti di legge e proposte finora uscite non è molto chiaro. Ci sarà un aumento dipendente dalla quantità di zucchero al litro come in Inghilterra? Sarà una legge valida per tutti i prodotti? Le opzioni proposte sono state tante e anche molto confuse.

Come mai Roma vuole tassare le merende e le bibite che piacciono ai più piccoli? L’intento è scoraggiare comportamenti alimentari malsani che possono portare a problemi di salute. L’obesità infantile, per esempio, è un fenomeno che sta coinvolgendo e toccando sempre più i bambini di tutto il mondo occidentale e l’Italia non fa eccezione. Solo in Italia si stima che il 42% dei bambini maschi sia in sovrappeso (dati OMS).

Per questo motivo i governi europei si sarebbero attivati per contrastare l’obesità infantile e altre patologie che colpiscono i più piccoli. La sugar tax sarebbe uno dei dispositivi per spingere i consumatori grandi e piccini a scegliere prodotti più sani.

L’origine dell’iniziativa:

La sugar tax viene dal Messico. Introdotta nel 2014 la versione messicana ha negli anni dimostrato di essere un valido alleato per combattere l’obesità infantile e non: in meno di un anno il mercato delle bibite zuccherine è sceso del 5%. Ci sono stati altri esempi in tutto il mondo più o meno di successo. In Europa ci sono stati diversi tentativi. La Francia ha incominciato nel 2012 con una tassa pensata per incoraggiare consumi di alimenti e bevande più salubri, ma la manovra non ha portato ai risultati sperati.

Dal 2011 l’Ungheria ha adottato la sugar tax assieme ad una “junk food tax” (la tassa sui cibi fast-food) e ha anche incominciato una campagna mirata per l’educazione alimentare a scuola e anche fuori dalle mense per i più piccoli. Pochi anni dopo l’Inghilterra l’ha introdotta (nome completo: Soft Drink Industry Levy) pensando ad un modello che potesse aiutare le scuole. I ricavi di questa tassa inglese servono a finanziare programmi scolastici incentrati sullo sport e sulla sana alimentazione. La sugar tax inglese ha anche spinto i produttori a cercare di produrre versioni “light” dei prodotti tassati.

Come funzionerà in Italia:

Da quello che era noto la sugar tax italiana avrebbe dovuto prendere spunto da quella inglese, ma non si capisce nei dettagli come. Non pare che la tassa italiana servirà a finanziare programmi scolastici o sanitari mirati per combattere o prevenire l’obesità o altre malattie correlate alla malnutrizione (diabete di tipo II). In una delle bozze proposte la sugar tax italiana sarebbe stata più una legge sul marketing: basta personaggi amati dai bambini come testimonial e chiari simboli per avvisare i consumatori dei possibili rischi legati ad un abuso della bevanda.

La sugar tax diventerà realtà nel 2020 in Italia? Forse no. Molti esponenti di diversi partiti politici (da Salvini fino a Renzi) si sono detti contrari all’introduzione di questa tassa e anche esponenti del governo hanno detto che cercheranno di rinviare di un altro anno l’introduzione della tassa.

E tu cosa ne pensi della sugar tax?