Francesco Renga porta all’Ariston un’ospite iberico, Sergio Dalma: apparentemente un cantante che va per la maggiore in Spagna. Una voce molto calda e roca, diametralmente opposta da quella di Renga; insieme cantano Il mondo (El mundo), poi Bella senz’anima di Cocciante.
Di tutt’altro tenore il trio successivo: Mads Langer, Pierdavide Carone e Lucio Dalla fanno Anema e Core, un po’ in napoletanno e un po’ in inglese, seguita da You’re not alone – la cover che ha fatto conoscere il cantante danese nel nostro paese. Una versione molto pacata, accompagnata da un pianoforte sussurrato.
In tutto questo Gianni Morandi si lancia in frasi in pseudo-inglese maccheronico senza verbi. Va beh, apprezziamo lo sforzo!
Menomale che non fa tentativi anglosassoni con Brian May e Kerry Ellis (la cantante del musical We Will Rock You), ospitoni di Irene Fornaciari: ecco, forse più che Canzone per un figlio dei Marlene Kuntz un po’ di rock l’hanno portato loro! Due cantanti dalle voci straordinarie scalano il crescendo di I Who Have Nothing, intervallate dall’assolo del chitarrista dei Queen. L’applauso è inerminabile, Irene Fornaciari non riesce a trattenere le lacrime.
Senza demagogia, ma è la performance migliore della serata, non c’è storia.
E possiamo apprezzare anche l’omaggio a We Will Rock You che viene dopo, con l’Ariston che pesta i piedi. E chi l’avrebbe mai detto?
Davvero un momento indimenticabile per la storia del Festival.
Che la serata internazionale possa salvare la Fornaciari esclusa?
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E’ proprio vero, la miglior esibizione è stata quella con Brian May.
Peccato che sia stata eliminata Irene Fornaciari, è pur vero che la canzone con cui gareggiava non le rendeva giustizia, ma qui aveva dimostrato alla grande di sapere il fatto suo.
…beh, avrà di certo altre possibilità!
Mamy