Claudia Lagona in arte Levante è senza ombra di dubbio una delle “nuove” leve dell’indie-pop italiano al femminile più promettenti: bella, ma soprattutto brava, l’artista siciliana è riuscita ad imporsi nel panorama nostrano grazie ad uno stile inconfondbile, a tratti senza filtri, che l’ha trasformata di diritto nell’ideale erede della Cantantessa Carmen Consoli.

Il 7 aprile Levante pubblica il suo terzo progetto discografico, intitolato Nel caos di stanze stupefacenti (un album di cui GingerGenreration.it vi ha parlato qui) che nasce da un momento particolaremente difficile per la cantante, che ha deciso di rinchiudersi in 12 stanze (che corrispondono ai pezzi dell’album) dove il caos possa diventare silenzio.

All’interno del disco troviamo il singolo di lancio Non me ne frega niente, un’invettiva all’uso sconsiderato dei social, e il bellissimo duetto Pezzo di me insieme a Max Gazzé, una canzone bellissima dai chiari intenti ironici.

Uno dei pezzi più belli del disco si intitola Santa Rosalia (come la santa protettrice di Palermo) e ha una storia molto toccante alle spalle: l’autrice sicula ha infatti deciso di dedicare il pezzo ad un’amica omosessuale, trasformando il testo della canzone in una filastrocca che, con la semplicità che solo un bambino potrebbe dimostrare, descrivere un amore senza limiti né confini (“rosa o blu, rosa o blu, dai un bacio a chi vuoi tu”). L’idea nasce proprio dal fatto che, secondo le voci popolari, la celeberrima Santa si fosse innamorata di un’altra donna.

Qui sotto trovate audio e testo di IO ero io di Levante: che ne pensate di questo pezzo?

Testo

mi chiami nel mezzo della notte
si spostano le cose
cambia il tempo il cielo cade come intonaco
rimpiangi giorni in cui le ore
passavano leggere e le parole non servivano a spiegare nulla
più conta i miei ricordi sono colla
si attaccano alla pelle dammi indietro le mie favole

se il male di me
c’ero io fra le tue lacrime
come hai fatto a non accorgerti dov’ero
al fianco del guerriero fiero

rimani sul bordo di un bicchiere
ricordo di un errore
la fatica di spostarmi dal tuo stomaco
rimetti in castigo i desideri
riportati dov’eri
quando il sole non bussava alla tua porta chiusa
nulla più conta i miei ricordi sono colla
si attaccano alla pelle
dammi indietro le mie favole

se il male di me
c’ero io fra le tue lacrime
come hai fatto a non accorgerti dov’ero
al fianco del guerriero fiero

ai sospiri addio saprò dire io
voltati e in un attimo sarò scomparsa via
tra le pieghe del tuo cuore
senza più paure

l male di me
c’ero io fra le tue lacrime
come hai fatto a non accorgerti dov’ero
al fianco del guerriero fiero
del guerriero fiero

e quel guerriero ero