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Keaton Jones: i lati oscuri dietro al video del bambino vittima di bullismo

scritto da Alberto Muraro

Keaton Jones è il nome di un giovanissimo studente del Tennessee diventato tristemente celebre poche ore fa per un video virale in cui dichiarava di essere stato vittima di bullismo. Nella clip, vediamo il bambino sfogarsi con la madre contro un gruppetto di bulli che da ormai diverso tempo non gli dà tregua. Le immagini, volenti o nolenti, le avrete di certo viste anche voi, soprattutto se bazzicate sui social network.

La storia di Keaton Jones ha commosso migliaia di persone, spinte immediatamente a condividere il video in segno di sdegno (e supporto morale). In favore di Keaton Jones si sono persino mobilitate le star dello showbitz, da Demi Lovato a Cardi B passando per Chris Evans e Justin Bieber, trasformando in breve tempo l’hashtag #StandwithKeaton in un TT mondiale su Twitter. Eppure, non tutto è oro quello che lucchica, almeno stando agli ultimi gossip.

https://www.instagram.com/p/Bci-7lQDdN5/?hl=it&taken-by=justinbieber

A poche ore dal caricamento del video, l’attivista per la comunità dei diritti degli afroamericani Tariq Nasheed ha infatti scoperto che la madre di Keaton, Kimberly Jones, non è esattamente uno stinco di santo. La donna si sarebbe infatti resa protagonista di alcuni post sul suo profilo Facebook con i quali inneggiava alla cosiddetta “white supremacy”. Il profilo, ovviamente, è già stato reso privato.

La foto che vedete qui sopra è rapidamente sparita dal profilo di Kimberly ma è stata caricata dall’altra figlia della donna, Lakyn, sul suo profilo Twitter ufficiale. Il post, accompagnato dalla didascalia “Merica” ci presenta quest’ultima con una pistola in mano e un bambino che sventola la cosiddetta “Bandiera degli Stati Confederati d’America”. Il vessillo rappresenta gli stati Sudisti che nel 1861 avevano dichiarato la secessione dagli Stati Uniti d’America a causa dell’interdizione del mantenimento in vigore dela schiavitù. Ma non è finita qui.

C’è infatti in ballo un tema ancor più delicato: sono in molti, infatti, a pensare che Kimberly stia sfruttando il figlio Keaton per battere cassa.

Nel pieno del polverone, il lottatore di MMA Joe Schilling avrebbe infatti contattato Kimberly Jones scoprendo che la donna, in realtà, stava semplicemente cercando di utilizzare il video del figlio come strumento per ottenere appoggio economico da parte delle celebrità. Schilling, tuttavia, ha successivamente ammesso che l’account Instagram con il quale è entrato in contatto avrebbe anche potuto essere un fake. Quest’ultimo punto sarebbe poi stato confermato dalla stessa Lakyn Jones.

https://twitter.com/Lakyn_Jones/status/940355796088573952?ref_src=twsrc%5Etfw&ref_url=http%3A%2F%2Fperezhilton.com%2Fcategory%2Finstagram%2F

Eppure, ad oggi, sul sito di fundraising GoFundme ci sono ben due campagne di raccolta fondi ancora aperte: second TMZ, quella chiamata “Stand Up for Keaton (che già ha riceuvto 58,249 dollari) è stata messa in stand-by perché l’utente che l’ha creata non conoscerebbe Kimberly di persona. La seconda pagina, creata in teoria dalla stessa Kim per “finanziare” il regalo di Natale di Keaton, è stata chiusa per sospetta frode. La figla Lakyn, dal canto suo, ha specificato che la famiglia non ha creato alcun account. Allo stesso tempo, tuttavia, si è resa protagonista di un altro tweet dal significato piuttosto ambiguo.

https://twitter.com/Lakyn_Jones/status/940239149583556608

Il caso di Keaton Jones, in definitiva, è di certo stato molto utile per riportare in auge un tema delicato e importante come quello del bullismo. Tuttavia, sarebbe interessante approfondire cosa Lakyn intenda esattamente con “fede”. Perché se si tratta degli stessi ideali che hanno portato alla marcia di Charlotteville dell’agosto scorso non ci siamo proprio.

Che cosa ne pensate di questa vicenda legata a Keaton Jones?