Leah Meyerhoff è una regista newyorchese di 27 anni. Ha presentato quest’anno al Milano Film Festival il cortometraggio Twitch, già vincitore di numerosi premi ad altri concorsi e festival in tutto il mondo.

Il suo avvio in direzione del cinema è iniziato quando frequentava il college. Il primo interesse fu in realtà per la fotografia ed in generale per gli aspetti più artistici dello spettacolo. Fu questa la ragione per cui si iscrisse alla Brown University di New York conseguendo la laurea in “Art-Semiotics”. All’università tuttavia capì che la fotografia intesa esclusivamente come arte aveva un target molto ristretto.

Per raggiungere un pubblico più vasto, per comunicare con esso in modo sincero ed efficace bisognava fare cinema. La sua determinazione e gli ottimi risultati accademici fecero sì che fosse immediatamente accettata alla School of the Arts della New York University, dove frequenta tuttora un Master in “Film”.

Nonostante le immagini di successo che ci provengono da Hollywood, entrare nel mondo del cinema è difficile anche in America, soprattutto se sei un regista indipendente. Ciò che aiuta, dice Leah in base alla propria esperienza, è entrare in scuole specializzate. Continui progressi possono nascere dal confronto con gli altri studenti e soprattutto si può iniziare a costruire contatti reali con chi lavora già nel cinema, a cominciare dagli stessi professori.

Se nella recitazione non c’è ormai alcuna differenza, nella regia e nella produzione di film i numeri sono ancora del tutto a favore degli uomini. Non c’è niente da fare, “per una donna è più difficile” dice Leah.

Al master che sta frequentando su 30 studenti le donne sono solo 5 ed allo stesso Milano Film Festival, che sventola le bandiere dell’uguaglianza e dell’internazionalismo, sui 50 registi presenti le donne sono solo 7.

Non bisogna scoraggiarsi però, e Leah ne è la prova vivente: la proiezione del gruppo di cortometraggi fra i quali rientrava il suo è stata interrotta solo una volta, per farla salire sul palco e farle presentare personalmente il suo film, cosa che non è avvenuta con altri registi. “È vero stasera ero io la star” ammette Leah non senza imbarazzo, scompigliandosi i capelli.

Il consiglio che vale per tutti, ragazze e ragazzi, è quello di iniziare subito a fare film, anche con mezzi improvvisati, anche con una telecamera comune, e partecipare ai concorsi.

Negli Stati Uniti la maggior parte di essi è a pagamento, condizione piuttosto limitante per uno studente. Leah tuttavia non si è arresa, ha contattato gli organizzatori dei concorsi, e manifestando le proprie difficoltà a pagare le quote d’iscrizione ha spesso trovato persone che pagassero per lei, investitori che credessero nei suoi film.

I riconoscimenti alle sue capacità non si fermano al sostegno economico ed ai vari premi, Leah ha ricevuto anche diversi incarichi come docente presso Università e scuole di regia.

La prima ragione che l’ha condotta qui in Italia non è infatti il Milano Film Festival, ma un incarico come insegnante ad un corso estivo presso la New York Film Academy di Firenze .

I workshops di regia e recitazione organizzati dalla scuola, fra i quali Leah consiglia quello di durata intermedia, sono di 6, 4 o 1 settimana. Per quanto riguarda la buona qualità dell’insegnamento, incentrato soprattutto sugli aspetti pratici del mestiere, non c’è da discutere: l’aspetto negativo è come al solito il costo, che si aggira attorno ai 4.000 euro. “Io che pure vi ho insegnato, ma non avrei potuto permettermelo come studente” dice Leah a questo proposito.

Dal suo percorso formativo, dalle sue esperienze nell’insegnamento e soprattutto dal cortometraggio presentato a Milano emerge l’immagine di una regista vicina al suo pubblico ed ai giovani che desiderano intraprendere la sua stessa strada.

Twitch è un film di soli 10 minuti, ma ha tutta la forza della vita reale. Con semplicità ed intensità presenta una sedicenne afflitta da paure comuni, come quella di non essere compresa ed amata, ma anche da una crescente ipocondria legata alla malattia della madre invalida.

Il prossimo obiettivo di Leah è la realizzazione di un lungometraggio, al momento in fase di riscrittura, ma con una trama già delineata. Dalle anticipazioni sembra che la giovane regista non abbandonerà i temi forti. Il nucleo centrale sarà infatti la storia di una ragazza vittima di violenze da parte del suo stesso fidanzato. Argomento al centro dell’attenzione negli ultimi tempi: forse Leah, ed altre come lei, faranno in modo che non si estingua insieme ai titoli dei telegiornali.

Questo film potrebbe generare il coinvolgimento che spesso manca alla cronaca, specialmente se i risultati di Twitch non verranno smentiti.

 

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