Il momento dire addio è arrivato. Non vorremmo ma è così. Per Il Prescelto è arrivato il momento di fronteggiare il suo destino. Oggi arriva nei cinema l’ultima avventura di Harry Potter, personaggio nato dalla penna di JK Rowling, che con il suo mondo magico ha conquistato milioni di lettori e appassionati in tutto il mondo.  Epico finale. Il Bene contro il male. Agrodolce addio. Questo è Harry Potter e I Doni della Morte – Parte 2.

Fallen warriors:

La prima parte si era chiusa con la profanazione della tomba di Silente da parte di Voldemort, che si è impossessato della Bacchetta di Sambuco, uno dei leggendari Doni della Morte. Dopo lo scontro con Bellatrix a casa Malfoy, Harry ha dovuto dire addio al fidato amico, Dobby, ma il tempo per piangere i caduti è finito, perchè ci sono ancora quattro Horcrux da trovare e il nemico si avvicina sempre di più. I recenti eventi e la morte di Dobby forniscono il preambolo emozionale perfetto a David Yates per far partire il suo film. I suoi protagoonisti sono diventati adulti. Al contrario del primo capitolo, infatti, la pellicola inzia con un momento intimo e riflessivo, per poi aumentare sempre di più il ritmo sino a raggiungere il climax con lo scontro finale tra Herry e Voldemort. Lasciatosi alle spalle malinconia, apatia e frustrazione che li avevano attanagliati da quando avevano lasciato la Tana mesi fa, Harry, Ron ed Hermione  hanno una nuova carica per continuare la ricerca degli Horcrux. Prima tappa: la Gringotts, la banca dei maghi, dove da qualche parte nella Camera blindata di Bellatrix si nascnde il quarto oggetto.

The boy who lived:

In un lampo, eccoci alla Testa di Porco di Hogsmeade a colloquio con Aberforth, il fratello di Albus e poi, guidati da Neville, ci troviamo a Hogwarts. L’accogliente scuola-casa che ci avevamo lasciato è un tiepido ricordo, sotto il Preside Piton regnano paura e sottomissione. il regista mette in scena atmosfere cupe e spaventose, grazie anche ad un spettacolare Alan Rickman, che rende il suo Piton sempre più oscuro. L’arrivo di Harry, però, cambia tutto: studenti, professori, fantasmi e persino le statue sono pronti a tutto per salvare la loro scuola (e il Mondo Magico). Mentre sullo sfondo va in scena l’epica battaglia tra il bene e il male, però, i tre protagonisti sono ancora alla ricerca degli Horcrux. Una ricerca che porta Harry alla scoperta dell’inaspettata verità su Piton e soprattutto a prendere la consapevolezza più grande: per sconfiggere Voldemort, Harry Potter deve morire. “Il ragazzo che è sopravvissuto, viene a morire“, lo accoglie accoglie il Signore Oscuro. Tutta la fatica, il dolore, la perdita, tutto ciò per cui lui e i suoi amici hanno lottato lo ha portato a questo momento. Al suo sacrificio finale.

All was well:

David Yates ha vinto la scommessa. La sua pellicola è diversa da tutte le altre e sicuramente la migliore e la più fedele al libro; è scomparsa la magia infantile, e ha lasciato il posto ad una storia dark e intensa, didascalica, ma efficacie. Ha vinto nonostante l’inutile, ma non dannoso, 3D nonostante qualche scena, purtroppo, non funziona sullo schermo come su carta (es. Harry e Silente a King Cross). Ha vinto perchè con sobrietà e bellezza è riuscito a regalare ai fan della saga un degno finale. Bravo lo sceneggiatore Steve Kloves che ha tagliato, dove si poteva sorvolare, ma è riuscito a trasportare sul grande schermo l’anima del ricchissimo libro. Buona prova attoriale del trio Daniel Radcliffe, Emma Watson e Rupert Grint, che si diplomano a pieni voti. Meravigliosi i più esperti Alan Rickman (Piton), Ralph Fiennes (Voldemort) e Maggie Smith (McGranitt), anche con poche battute,  ma in generale tutto il cast si impegnato al massimo per non lasciare lo spettatore deluso.

Harry Potter e I Doni della Morte – Parte 2 è un film dark e intenso, commovente ma adrenalinico, che dona il perfetto addio a tutti coloro che per 10 anni hanno seguito e sono stati conquistati da questa indimenticabile storia. Il film offre, però, anche un sicuro intrattenimento per chi fan non è, ma vuole lasciarsi trasportare verso lungo questo viaggio dove tutto finisce.


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Laura Boni

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